Concessione Rocchetta, il Tar boccia la proroga. Ma la vicenda è lontana dal concludersi

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Erano quattro i ricorsi su cui si doveva esprimere il TAR dell’Umbria ieri 28 settembre sulla vicenda delle concessioni Rocchetta e dell’investimento che l’azienda intende effettuare.

Il Tar dell’Umbria ha dichiarato i ricorsi in parte irricevibili, in parte inammissibili e in parte li ha accolti, in un quadro giuridico estremamente complesso.

Quello che emerge è l’accoglimento del Tar di una parte dei ricorsi (respingendone altri) della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, tra cui quella sulla proroga della concessione per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso dei terreni e il “beneficio per l’interesse della comunità locale.” Inoltre il Tar ha annullato le sanatorie delle opere contigue ai pozzi R1, R3 e R4, invitando il Comune di Gualdo Tadino a verificare tutti gli atti emessi all’epoca.

Molto probabilmente anche questa sentenza sarà un passaggio interlocutorio, poichè una tra Rocchetta, Comune e Regione (o tutte e tre) potrebbero presentare ricorso al Consiglio di Stato.

Ma sul tavolo vanno messi altri aspetti non secondari: la ricaduta della legge 168/2017 sui domini collettivi (non presa in considerazione in questa sentenza del Tar in quanto entrata in vigore successivamente ai fatti contestati) nella parte che riguarda i corpi idrici presenti in terreni di uso civico. Questa legge è oggetto di un’ampia discussione poichè per corpi idrici possono essere intesi solo quelli in superficie o anche quelli sotto terra (in tal caso cambierebbe di nuovo tutto il quadro), come ha stabilito il Tribunale per gli usi civici. Contro questa sentenza è già stato presentato appello. Altro elemento di non secondaria importanza è la revisione della legge regionale 22/2008 sulle acque minerali dopo l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ne aveva auspicato la riforma.

Quello che è appare certo è che la parola fine di questa complessa vicenda (come l’ha definita lo stesso Tar) sembra ben lontana dall’essere scritta.

Sulla vicenda è intervenuta con una nota la Comunanza Agraria “Appennino Gualdese” secondo la quale “l’ultima sentenza del TAR dell’Umbria va a certificare e sanare un passato di irregolarità ed abusi, a lungo denunciato dalla Comunanza, nella Valle del Fonno. Vengono rilevate, condannate ed annullate una serie di illegittimità che interessano i permessi edilizi, le sanatorie e lo stesso rinnovo di concessione venticinquennale.”

“Questa sentenza – prosegue l’Ente – si aggiunge ai pronunciamenti del Consiglio di Stato, dell’Antitrust e del Commissario agli Usi Civici, segnando un ritorno alla legalità fortemente voluto dalla Comunanza, sanando un passato di irregolarità per giungere ad un futuro di prosperità e condivisione, in cui le famiglie Gualdesi erano, sono e rimangono titolari dei diritti e proprietari dei beni, con cui gli enti devono confrontarsi.”

“Auspichiamo che gli Enti Pubblici coinvolti non perseverino sulla strada della conflittualità, perdendo ulteriore tempo e credibilità, ma si apra finalmente una fase di progettualità condivisa a lungo voluta dalla Comunanza in rappresentanza delle famiglie proprietarie, che coniughi sostenibilità ambientale, legalità ed il massimo ritorno economico per la popolazione come valori imprescindibili.”

“La Comunanza, con il coordinamento dell’Università Politecnica delle Marche ed all’interno del progetto “Montagna delle meraviglie”, si farà promotrice già nel periodo di ottobre/novembre di una serie di incontri con la popolazione, gli imprenditori, gli Enti e le associazioni del territorio volti a disegnare una progettualità condivisa “dal basso”, per decidere insieme il futuro di una delle più amate tra le nostre proprietà collettive, l’area Rocchetta”, conclude la nota.