“Movimenti di un’anima”, la personale di Annaluce Aglietto a Gualdo Tadino

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Sarà inaugurata sabato 3 ottobre alle ore 11 “Movimenti di un’anima”, la mostra personale dell’artista piemontese Annaluce Aglietto. L’evento è a cura del Polo Museale di Gualdo Tadino e la location scelta è quella del Centro Culturale di Casa Cajani, sede anche del Museo Archeologico Antichi Umbri e quello della Ceramica.

Alla cerimonia di inaugurazione saranno presenti il sindaco Massimiliano Presciutti, l’assessore alla Cultura Barbara Bucari e la critica d’arte, nonché direttrice del Polo Museale Catia Monacelli.

L’artista – Nata e cresciuta a Bianzè in provincia di Vercelli, Annaluce Aglietto si è diplomata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il maestro Giovanni Soccol. Dopo una borsa di studio nel laboratorio di pittura del Teatro La Scala di Milano si è trasferita a Roma dove ha lavorato intensamente per il cinema, la televisione e il teatro, collaborando a diversi progetti come assistente o disegnatrice per diversi importanti scenografi e firmando due mini serie TV per la regia di Stefano Reali e oltre 30 lavori teatrali. Negli ultimi anni si è allontanata dalla professione per dedicarsi maggiormente alla pittura che da sempre ha affiancato la sua attività lavorativa.


Dice di lei Catia Monacelli – C’è un universo del reale e poi c’è un eden segreto, in cui bellezza e nobiltà d’animo s’incontrano: questo è il mondo artistico di Annaluce Aglietto e dei suoi personaggi. É nella pennellata soave, nei colori pastello impregnati di luminosità che prende forma l’opera fragile ed emozionale di Annaluce. Una giostra di delicate cromie che racconta l’anima tenera di fanciulli che giocano, di individui immersi in soavi pensieri, mentre tutto intorno è natura incontaminata, è vita che scorre, è un pulsare di magnifici animali dal fascino esotico. In questi scenari, in cui lo sguardo si perde oltre l’orizzonte, tra terra e cielo, il tempo si dilata fino a sconfinare nel sogno: uomo e natura si ritrovano, si incontrano, comunicano“.

L’artista si descrive così: “Lo sguardo è rivolto a giovani o bambini, intenti nei loro giochi o semplicemente immersi nei loro pensieri e trasportati all’interno di atmosfere lievemente sognate, ariose e sospese. Dipingo dittici e trittici accostando tele, brevi racconti dove lo spazio della rappresentazione risulta diviso e la narrazione si svolge tra tele colorate ed altre monocrome a inseguire connessioni psicologiche e percettive tra momenti diversi, distanti nello spazio ed immersi in un tempo indefinito. L’ispirazione muove dall’incanto di un gesto, o di un’espressione in cui leggo intuizioni, fantasie o lievi inquietudini, rimandi a mondi contigui: scorci di natura, elementi surreali, animali che vivono nella libertà dei parchi, voli di aerei e deltaplani“.