Gualdo Futura: “La Comunanza vigili sui pascoli di Valsorda”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del gruppo consiliare di maggioranza Gualdo Futura.

“Premesso che la difesa per l’ambiente e la salute degli esseri viventi e vegetali sta nel nostro DNA, siamo alquanto basiti sui modi e sugli atteggiamenti che la Comunanza Agraria Appennino Gualdese sta adottando per rendersi nota ma poco utile alla società.
La lista civica Gualdo Futura in questi circa 16 mesi di governo della città, prima di esprimersi ha voluto vedere, ascoltare e cercato di capire come le varie anime si muovono e agiscono in merito alla gestione del patrimonio della montagna gualdese.

Dal nostro punto di vista riteniamo importante che un ente, un’associazione o quanto altro, possa gestire un ampio e vasto territori come è la montagna di Gualdo Tadino, ma certamente non può essere un soggetto che come priorità ha il contrasto con l’amministrazione comunale.
Le vicende della società Rocchetta e della gola della Rocchetta in questi giorni sono sotto i riflettori del TAR e dal nostro punto di vista avremmo preferito più collaborazione e meno esposti, così oggi la comunità usufruirebbe di più posti di lavoro e di una oasi migliore rispetto a quella che i Gualdesi e non hanno conosciuto.

La cosa che più ci stupisce è quanto sta avvenendo in Valsorda e in particolare nel suo laghetto. Nel periodo estivo e anche in questi giorni la cronaca locale e i social sono stati invasi da dichiarazioni e foto inerenti l’argomento, soprattutto per quanto riguarda le mucche che vanno ad abbeverarsi presso di esso.
Come Gualdo Futura abbiamo studiato il caso cercando di approfondire il più possibile l’argomento partendo dal catasto Gregoriano del 1825, dove si evidenzia chiaramente la presenza del laghetto, e siamo giunti a queste conclusioni: nella ricerca abbiamo riscontrato le origini carsiche dell’invaso e non un abbeveratoio artificiale, come alcuni recenti comunicati stampa vogliono far credere, parlando senza effettuare un minimo di ricerca. Essendo di origine carsica le sue acque filtrano nel sottosuolo andando a confluire in quel labirinto di falde sotterranee che poi finiscono nelle sorgenti.

Negli anni ’70 fu sistemato per un motivo molto valido: le acque piovane non riuscivano più a mantenere un livello decente e la Comunanza di allora si adoperò per rendere meno impermeabile possibile la sede del laghetto. Si ricorda che gli invasi erano due.
Purtroppo l’abbeveraggio di animali di una certa stazza mise da subito in crisi la tenuta dell’invaso e a quel punto si decise che a Valsorda animali come mucche e vacche non dovevano più pascolare e abbeverarsi. Ma il confine con le Marche è ad un passo ed essendo quel versante privo di abbeveratoi, gli animali seguendo il loro istinto venivano nel laghetto di Valsorda. Le varie amministrazione degli anni ’80/’90 dovettero sudare le cosiddette sette camice per trovare una soluzione ed evitare la distruzione del laghetto.

Negli anni ‘80 fu presa la decisione di costruire un invaso artificiale posto a pochi metri dai confini comunali e regionali in modo da permettere l’abbeveraggio. Abbiamo appreso che anche gli allevatori del comune di Fossato di Vico causavano lo stesso problema, che risolsero con l’utilizzo di abbeveratoi nei loro confini.

Abbiamo voluto redigere questa sintetica cronostoria per dare un contributo nel capire questa spinosa questione. Gualdo Futura si pone a sostegno della salvaguardia e della protezione del laghetto sotto molti aspetti, in particolar modo quello sanitario: feci e urine degli animali potrebbero finire negli acquedotti per effetto del carsismo e ciò sarebbe l’ennesimo dramma per i cittadini già fortemente provati dalla pandemia.

Inoltre Valsorda è sempre più frequentata da turisti, ciclisti, camminatori; è stata allestita un’area dotata di parco giochi per bambini e vedere animali di quella stazza correre per andare ad abbeverarsi può essere molto pericoloso.
Chiediamo quindi un senso di responsabilità alla Comunanza Agraria Appennino Gualdese: distruggere un ambiente e mettere a rischio l’incolumità delle persone non possono essere barattate con alcun compenso. Dover ricorrere poi alle denunce per far rispettare un minimo di senso civico è alquanto imbarazzante e allucinante per una comunità abituata al rispetto e serietà.

La legge non vale solo per gli altri. Un’ordinanza è legge e va rispettata e fatta rispettare, visto che all’articolo 3 dello statuto della Comunanza si evince che la stessa ha anche lo scopo di vigilare sui pascoli. Via quindi gli animali che rovinano il laghetto e rendono pericolosa la vita di chi frequenta la nostra stupenda Valsorda. Senza se e senza ma.”