Pasquarelli: “La Lega non si occupi di Facebook e si ricordi chi guida la Regione”

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Dopo le polemiche e le reazioni politiche innescate dal post in cui il vice sindaco di Gualdo Tadino Fabio Pasquarelli ha dichiarato di “scegliere gli esercizi commerciali dove fare acquisti in base ai post che pubblicano i titolari sui social“, lo stesso esponente della istituzioni risponde alle reazioni della Lega utilizzando sempre Facebook e lo fa spostando il tiro su altri argomenti, soltanto sfiorando quello del post incriminato.

“Non nascondo di essere rimasto sorpreso – scrive Pasquarelli – dal fatto che un Deputato della Repubblica Italiana abbia dovuto interrompere il suo intenso lavoro romano per interessarsi di un modesto vice sindaco di provincia, che in un post privato, aveva messo in evidenza come i social influenzano le scelte personali anche quando si tratta di decidere dove fare acquisti.
Chiaro è che dietro l’intervento del politico professionista c’è il rappresentante locale della Lega, che non vedeva l’ora di attaccare in maniera diretta un avversario politico alzando un polverone sul nulla, forse perché non ha trovato terreno fertile per attaccarmi sull’operato amministrativo. Io credo invece che i rappresentanti leghisti gualdesi dovrebbero ricordarsi che la Lega è alla guida della nostra regione da un anno; dovrebbero altresì chiedersi e chiedere alla Giunta Regionale cosa vuole fare per Gualdo, cosa hanno in mente di fare per l’ex Calai, cosa pensano della questione Rocchetta e anche della questione ex Merloni.
Dovrebbero chiedere ai loro amici capitolini cosa hanno fatto per questo territorio quando erano al governo e cosa vogliono fare ora che sono i governanti regionali”.

“Basta alzare i polveroni che non servono a nulla – conclude il vice sindaco – basta con questa politica populista. Ascoltate i consigli dei vostri alleati regionali e prendetevi la responsabilità delle scelte. Fatevi portavoce dei problemi del territorio. Un territorio abbandonato anche dai rappresentanti romani che si ricordano di esso solo quando devono fare i professori e bacchettare noi comuni mortali”.