Covid, altri 263 casi in Umbria. A Gualdo Tadino 4 in più, 2 persone in ospedale

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I nuovi positivi al coronavirus in Umbria sono 263, un numero molto inferiore rispetto agli ultimi giorni ma a fronte anche di una quantità di tamponi limitata essendo un giorno festivo: 986, il giorno prima erano stati 3.397.

72 i guariti, ma purtroppo si sono verificati altri 3 decessi di persone residenti nei comuni di Città della Pieve, Corciano e Perugia, che porta il totale a 108.
Gli attualmente positivi in Umbria sono ad oggi 4.588, 188 in più rispetto al giorno precedente.

Continuano ad aumentare i ricoveri in ospedale: 26 nell’ultimo giorno (per un totale di 270), con altri 2 posti in più occupati nelle terapie intensive che ad oggi ospitano 31 pazienti. E sui posti letto, la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha precisato che i posti disponibili in terapia intensiva “sono 93 e non 70 (come circolato sui social in questi giorni, ndr) e arriveranno in caso di necessità a 124.”

Aumentano anche le persone in isolamento fiduciario: 179 in più nelle ultime 24 ore per un totale ad oggi di 5.596.

LA SITUAZIONE A GUALDO TADINO
Altri 4 casi sono stati registrati nel comune di Gualdo Tadino, con 2 persone (le prime dall’inizio dell’epidemia) che sono state ricoverate in ospedale.
Il sindaco Massimiliano Presciutti ha comunicato che gli attualmente positivi nel territorio gualdese sono 31.
“È un momento molto difficile ha detto il primo cittadino in un video pubblicato su Facebook – L’ultimo DPCM ha inasprito le restrizioni fino al prossimo 24 novembre, alcune categorie in particolare sono messe a dura prova e rischiano di non farcela. Come istituzioni locali abbiamo chiesto a gran voce provvedimenti immediati per sostenere concretamente queste attività economiche. Dobbiamo resistere rispettando le regole che ormai conosciamo a memoria, oggi più che mai. In questi mesi, insieme alla grande generosità di tante persone ed al grande cuore del volontariato, abbiamo aiutato e stiamo aiutando un numero purtroppo crescente di “invisibili” che abbiamo il dovere morale di non abbandonare.”