Il Museo dell’Emigrazione si arricchisce di una nuova donazione

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Sergio Chiocci, emigrato in Francia da Gualdo Tadino, ultimo di sette fratelli, ha donato le sue valigie di cartone, tramite la figlia Daria, al Museo dell’Emigrazione Pietro Conti, raccontando in prima persona la sua esperienza.

“Sono emigrato in Francia nel giugno del 1963 e ci sono rimasto per circa 2 anni – racconta – perché fui richiamato in Italia per il servizio militare. Avendo iniziato a lavorare all’età di 14 anni come garzone presso una ditta di mobili, volevo un lavoro vero, così chiesi ai miei zii, che già vivevano in Francia, di aiutarmi a trovare una occupazione. Così fu e nel 1963, avevo compiuto da poco 18 anni, fui assunto come operaio presso la ditta Sollac – Moselle, nella città di Hayange.”

“A Milano mi fecero le prime visite mediche, non era semplice varcare la frontiera!
Ottenni il primo permesso di soggiorno temporaneo valido 1 anno dal 31/05/1963 al 30/05/1964.”

“Quando arrivai presso questa ditta ho vissuto per circa due mesi nelle baracche insieme ad altri operai. Superate tutte le visite mediche per il controllo sul mio stato di salute e l’idoneità al lavoro, finalmente mi trasferii dagli zii, che mi regalarono una bicicletta per recarmi a lavoro.”

“All’inizio ero addetto alla pulizia del capannone, pulivo tutti a mano, allora non c’erano le macchine adatte a farlo. Con il passar dei giorni, osservando come si svolgeva il lavoro all’interno di questa grande acciaieria pensavo che mi sarebbe piaciuto guidare il Ponts-roulant, così mi permisero di fare un corso di specializzazione per ottenere il relativo patentino. Dopo aver superato l’esame feci un lavoro più qualificante è meglio retribuito”.