Forza Italia: “Si pensi al MES per gli investimenti sulle ex strutture ospedaliere”

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Forza Italia concretizza la disponibilità a ragionare sulla progettualità relativa alla struttura ex Calai esternata nell’ultimo comunicato e lo fa con una serie di ragionamenti condivisi con una nota diffusa alla stampa.

“Dall’ultimo intervento del Sindaco apprendiamo che c’è un allineamento – dicono da Forza Italia – sulla traiettoria da percorrere per accelerare qualsiasi percorso di recupero: concentrarsi sulla parte storica, con un primo stralcio funzionale da recuperare al più presto. Con una destinazione più tipicamente sanitaria, quindi non legata alle peculiarità di un Covid-Hotel, ma più strutturata in ambito terapeutico. Un cambio di rotta in sole 24 ore (stentiamo a credere che i partiti della sua maggioranza abbiano espresso una posizione diversa dalla sua), che ci fa comprendere come il Sindaco abbia le idee poco chiare, oppure che voglia buttare all’opinione pubblica le soluzioni più disparate pur di ‘cogliere la palla al balzo’ per ridare linfa ad uno dei suoi progetti finora più fallimentari”.

Forza Italia intende comunque dare il proprio contributo, ma con dei paletti: “Stop all’abbattimento della stecca, stop all’alienazione delle palazzine! Questo deve essere scolpito adeguatamente: fin dal protocollo del 2012, noi non vogliamo una struttura che giochi in rimessa. O si mette sul piatto qualcosa di ambizioso, che non sia un ritocco ai servizi già esistenti, ma che esprima uno sviluppo importante per la nostra Città anche in termini occupazionali, oppure non siamo disposti ad avallare progettualità sbiadite, che servono solo ad issare la solita bandierina politica”.

Per quanto riguarda i finanziamenti: “Appurato che sul Calai i soldi spendibili ci sono stati solamente con il protocollo del 2012 e chi afferma il contrario mente – dicono da Forza Italia – vedremo cosa succederà con i fondi stanziati dal Governo. Anche qui, onestà intellettuale: se la Regione ha 30 milioni destinati alla gestione Covid, è realistico pensare che il 10% di tale risorse possa essere destinato ad un progetto per Gualdo Tadino se il recupero del Calai è fuori dall’ambito della gestione Covid?”

E qui arriva la proposta del partito dei consiglieri Fabio Viventi e Silvia Minelli: “Il Presidente Berlusconi ha chiesto ai vari territori di esprimere progettualità con cui costruire un documento impostato sull’attivazione del MES, il famoso Fondo Salva Stati, su cui per la cronaca anche il PD si è sempre detto favorevole. Forza Italia di Gualdo Tadino ha dato il suo contributo nella stesura dello stesso, ottenendo l’inserimento, al primo punto della necessità di investimenti per il ripristino e l’utilizzo di ex strutture ospedaliere e di efficientamento dei distretti socio sanitari e delle Case della salute, al fine di costituire la più diffusa rete territoriale regionale di supporto ai presidi ospedalieri attivi che riteniamo fondamentali, specie dopo l’esperienza Covid 19, come una presenza capillare in tutte le piccole e grandi realtà dell’Umbria. La prossimità, il sostegno e le professionalità dei centri salute e dei dipartimenti di prevenzione distribuiti nel nostro territorio, potrebbero divenire oggi ed in futuro un insostituibile punto di riferimento per le nostre comunità”.

“A fianco della proposta di tipo progettuale, abbiamo anche avanzato un principio irrinunciabile: quello di sburocratizzare tutti gli iter che riguardano il recupero di quelle strutture, come l’ex Calai, che possono avere un respiro regionale nell’offerta di servizi socio-sanitari. Senza questo passaggio si assisterebbe al solito balletto delle risorse stanziate ma mai utilizzate per le lungaggini delle procedure tecnico-amministrative. Abbiamo infatti avanzato l’esempio del Ponte di Genova come esempio virtuoso di applicazione di tale principio”.

“Noi crediamo fermamente – concludono Viventi e Minelli – che in questo periodo così drammatico e difficile per ognuno di noi, anche la politica locale deve farsi carico di uno spirito di collaborazione fatto sulle idee concrete e di prospettiva. L’unica arma che ci consente, al di là della gestione quotidiana in ambito meramente clinico, su cui purtroppo non possiamo incidere, di intravedere un’opportunità di rilancio su un tema, quello appunto dell’ex Calai, che fin dal 2012 abbiamo considerato come fonte di rinascita della Città sotto il profilo socio-sanitario, sociale e quindi economico ed occupazionale. Ci auguriamo che, a partire dal Governo, ci sia finalmente la possibilità di attingere a quel ‘debito buono’ a cui ha sempre fatto riferimento l’ex governatore della BCE Draghi, al di là delle prese di posizioni dei singoli partiti che, almeno ad oggi, hanno creato uno stallo proprio sui fondi a valere sul settore sanitario”.