E’ sempre più “guerra dell’acqua”. Presciutti solidarizza con i dipendenti Rocchetta

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Nei giorni scorsi i dipendenti di Rocchetta Spa avevano fatto sentire la propria voce in seguito all’annuncio della costituzione di un nuovo comitato a difesa delle sorgenti della Fascia Appenninica il quale, tra le altre proposte, aveva annunciato la richiesta di fermare gli emungimenti in essere e un secco no anche a quelli futuri.

Su questa presa di posizione è intervenuto oggi il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che ha scritto una lettera aperta ai dipendenti Rocchetta.

“Ho letto con attenzione il Vostro accorato appello, la prima reazione lo ammetto è stata: come darvi torto! – scrive Presciutti – Purtroppo da tempo qualcuno (pochi a dire il vero ma purtroppo sufficienti a fare un danno enorme) ha pensato bene di “creare una crisi dove una crisi non c’era”.

Per Presciutti queste prese di posizione sono in netto contrasto “con quello che è l’interesse pubblico prevalente di una comunità e dei suoi cittadini, che fino a prova contraria attraverso il voto libero e democratico scelgono da chi farsi rappresentare a livello istituzionale a tutti i livelli ed a chi affidare pro-tempore l’onore e l’onere del Governo e quindi delle scelte.”

Presciutti definisce anche una “vergogna” e un atteggiamento privo di logica la richiesta della Comunanza Agraria Appennino Gualdese di oltre 11 milioni di euro al Comune di Gualdo Tadino per quella che l’ente montano ritiene quarant’anni di cattiva gestione comunale delle proprietà collettive. “Sì perché – sottolinea Presciutti – per qualcuno ogni singolo gualdese dovrebbe sborsare circa 770 euro per risarcire un Ente di Diritto privato. L’ultima perla l’annuncio della nascita di un nuovo Comitato che si prefigge l’obiettivo di fermare tutti gli emungimenti.”

Presciutti spera quindi in una “mobilitazione dal basso civile e democratica frutto di una indignazione spontanea e collettiva che possa partire da Voi, le Vostre famiglie e coinvolgere i corpi sani della Comunità, che non può tacere o rimanere inerme di fronte a cotanto abominio, che rischia di compromettere per sempre una possibilità di crescita forse irripetibile per la nostra città.”

MORRONI: FANNO BENE I LAVORATORI A FARSI SENTIRE – Anche il vicepresidente della giunta regionale già sindaco di Gualdo Tadino, Roberto Morroni, a margine della videoconferenza in merito alla nuova legge sulle acque minerali, si è detto contrario a posizioni che ha definito manichee, sottolineando – riporta Umbria 24 – che nel testo “viene riaffermato con forza che il potere concessorio è in mano alle Regioni. Singolare – ha detto – che vogliano esercitarle le comunanze che sono enti di diritto privato. Ho letto le posizioni del nuovo comitato, non mi trovano d’accordo: trovo una sorta di integralismo, come se l’uso industriale delle acque fosse un peccato mortale. Una posizione ideologica, pregiudiziale, con cui è difficile anche il confronto -– ha concluso – fanno bene i lavoratori a far sentire la loro voce.”