Pineta di Sascupo, legittimo il diradamento operato dalla Comunanza

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Il Commissariato agli Usi Civici ha deciso che il diradamento della Pineta di Sascupo “era necessario per la salute del bosco e non ha inciso sul diritto di legnatico”, respingendo così il ricorso presentato dall’associazione Gualdo Valore Comune.

LA VICENDA DI SASCUPO – Sascupo è la pineta di Rigali di Gualdo Tadino dove nel 2018 la Comunanza ha iniziato ad effettuare il taglio degli alberi affidando i lavori a Duferco, multinazionale con sedi in Lussemburgo, Svizzera, Belgio e Italia che opera anche nel settore delle biomasse.
Gualdo Valore Comune, con l’esposto del 18 marzo 2019, lamentava l’illegittimità del taglio e la sottrazione del legname ai proprietari e a luglio chiedeva il sequestro dell’area.
La Comunanza si costituiva in giudizio: secondo l’Ente presieduto da Nadia Monacelli il diradamento era necessario e le procedure seguite tutte regolari.
Anche il Comune di Gualdo Tadino si costituiva in giudizio lamentando, oltre l’inclusione nel taglio di una particella di proprietà comunale, il “rischio di danno grave ed irreparabile derivante dal mutamento dello stato dei luoghi per illegittimo taglio degli alberi”.
Successivamente il Commissario agli Usi Civici aveva disposto il sequestro per un periodo di tempo della pineta, affidando a un CTU il compito di predisporre una relazione.

Il 26 marzo scorso il commissario Antonio Perinelli ha emesso la sentenza che respinge il ricorso di Gualdo Valore Comune, non pronunciandosi sul taglio di una particella comunale in quanto è in corso un altro giudizio sempre presso il Commissariato.

Secondo il Giudice infatti il diradamento delle pineteè necessario in quanto fisiologico nel ciclo evolutivo delle formazioni di alto fusto, ed è stato previsto in un progetto di taglio in ossequio alle norme forestali vigenti, approvato con le prescrizioni imposte dalla competente autorità amministrativa AFOR ed eseguito come prescritto”.  Sempre dalla sentenza: “In conclusione l’intervento, da un lato, si rendeva necessario per la salute del bosco e, dall’altro, non ha inciso sul diritto di legnatico.

“La recente sentenza del Commissariato agli Usi Civici va di nuovo a confermare la bontà dell’operato svolto dall’Appennino Gualdese sulle proprietà collettive, nel ricorso intentato dal comitato “Gualdo Valore Comune” – sottolinea la Comunanza – Tutto questo non fermerà la corretta tutela e gestione delle proprietà collettive da parte dell’Appennino Gualdese; entro l’anno verrà infatti presentato il nuovo Piano di Gestione Forestale del patrimonio collettivo. Questo intervento a regola d’arte è un esempio di un modo di possedere e di gestire il patrimonio naturale da parte della comunità che lo abita e lo ama, fuori da ogni logica e controllo politico: forse per questo a una certa politica non piace, non avendone il controllo, e arrivando così a parlare di “attacchi alla democrazia”.

“L’arresto di un funzionario di Regione Umbria e le recenti notizie di corruzione e sversamento di rifiuti pericolosi in una cava a Gualdo Tadino non possono non preoccuparci, così come ci preoccupa la frana che da ormai otto anni attende invano le ordinanze di ripristino che ci consentirebbero di tornare a godere di Rocchetta e Valle del Fonno – evidenzia ancora l’ente montano – Auspichiamo che gli Enti territoriali rispettino le leggi dello Stato e l’ambiente, e lavorino a beneficio dei propri cittadini, non contro.”

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