Forza Italia: “Consigliere partecipa ad una selezione pubblica. Non è opportuno”

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Negli ultimi mesi il Comune di Gualdo Tadino ha bandito diversi avvisi pubblici relativi a concorsi finalizzati all’assunzione di personale dipendente, necessario in diversi settori a causa dei numerosi pensionamenti che si sono susseguiti nel tempo. Recentemente è stata indetta una selezione pubblica per esami per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di uno specialista ai servizi tecnici categoria D, la cui domanda di partecipazione è scaduta il mese di febbraio scorso. E’ proprio su questa selezione che oggi i consiglieri di Forza Italia, Silvia Minelli e Fabio Viventi, hanno diramato un comunicato stampa in cui denunciano quello che secondo loro potrebbe essere una situazione anomala dal punto di vista dell’imparzialità dell’ente pubblico.

Tra i 29 nomi ammessi a partecipare alle prove selettive compare anche quello di un attuale Consigliere comunale di maggioranza, nonché già Assessore della passata legislatura – si legge nel comunicato – Non possiamo non sottolineare la nostra perplessità in merito a tale questione, riguardo l’opportunità della scelta del Consigliere di partecipare al concorso, proprio in riferimento ai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione, ai cui necessariamente si dovrebbero ispirare le selezioni pubbliche“.

Il Testo Unico degli Enti Locali non contempla cause ostative riguardo la partecipazione di un Consigliere attualmente in carica ad una selezione pubblica emessa dallo stesso Ente in cui ricopre il ruolo istituzionale, “ma di certo il Consigliere in questione – dice Forza Italia – nel caso in cui vinca la selezione, si dovrebbe dimettere dal ruolo ricoperto. Inoltre, aspetto non secondario, nel caso in cui il Consigliere non vincesse il concorso, ma superasse le prove selettive, rimarrebbe comunque in graduatoria per tre anni, rischiando di orientare le scelte future dell’Amministrazione nell’ipotesi o meno di scorrimento della graduatoria stessa. Poiché chi partecipa ad una selezione pubblica viene giudicato da una commissione esaminatrice, che tendenzialmente è anche composta da funzionari interni al Comune, appare chiaro che il contesto di ‘incompatibilità’ che si crea non è tanto di natura formale o giuridica, quanto legato all’opportunità politica di questo scenario“.

Forza Italia rimarca come mai, nelle ultime legislature, Consiglieri o Amministratori hanno partecipato ad una selezione pubblica indetta dal Comune di cui erano rappresentanti, per questione appunto di “opportunità politica, ma anche di rispetto e trasparenza totale nei confronti della Città e degli altri candidati ammessi a partecipare. Questo vale sia per la maggioranza che per l’opposizione“.

Nella piena libertà di fare ciò che si ritiene giusto – dicono Minelli e Viventi – crediamo però che molto spesso sia necessario avere il coraggio di scegliere: non si possono sempre tenere i piedi in due staffe, come in questo caso, e quindi continuare a fare il Consigliere e poi valutare e scegliere successivamente in base a come sarà l’esito del concorso a cui si partecipa. In un tempo in cui, in piena crisi economica e nel mezzo di una emergenza sanitaria, tutti hanno giustamente la necessità di sentirsi tutelati e di ‘combattere’ ad armi pari in qualsiasi contesto, ma a maggior ragione in un procedimento di natura pubblica, riteniamo che vi debba essere una particolare sensibilità verso tali equilibri, a prescindere da quello che può prevedere una norma di legge“.

Se il Comune deve essere garante della massima trasparenza in tutti gli atti che promuove – conclude la nota stampa – appare inevitabile che allo stato attuale si debba come minimo procedere alla nomina di una commissione esaminatrice totalmente esterna e con ciò intendiamo anche che non ne facciano parte ex dipendenti del Comune di Gualdo Tadino, proprio per evitare eventuali favoritismi nei confronti di un soggetto che da oltre sette anni ricopre una carica istituzionale. Oppure il Consigliere in questione faccia un passo indietro ritirando la propria candidatura proprio per evitare all’Ente che ha l’onore di rappresentare una situazione piuttosto imbarazzante; tale vicenda rappresenta in ogni caso un’evidente caduta di stile per la maggioranza intera che ha consentito tale operazione“.

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