In piazza a Perugia per chiedere risposte alle difficoltà delle case di riposo

Come annunciato, si è tenuta questa mattina a Perugia, dinanzi Palazzo Cesaroni sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, una protesta da parte degli amministratori e operatori di quattro istituti pubblici di ricovero (Asp) per anziani: quelli di Gualdo Tadino, Gubbio, Assisi e Città di Castello. Accanto a loro anche i rispettivi sindaci: Massimiliano Presciutti, Filippo Mario Stirati, Stefania Proietti e Luciano Bacchetta.

La manifestazione è stata organizzata per chiedere alla Regione (in quel momento era in corso il Consiglio regionale) di intervenire su problemi annosi di queste strutture, che, anche a causa della pandemia, rischiano di veder saltare i conti. Questioni che si trascinano da quasi venti anni, come il blocco delle tariffe, ferme dal 2003, oppure, più recentemente, il (mancato) contributo straordinario per l’emergenza Covid-19 che garantirebbe quei ristori in grado di coprire fino al 90% degli introiti dei posti rimasti forzatamente vuoti.

È stato il sindaco di Assisi Stefania Proietti ad intervenire anche a nome degli altri, sottolineando come i sindaci hanno già scritto, separatamente, mesi fa, alla presidente Donatella Tesei e all’assessore Coletto “denunciando la situazione che le case di riposo stanno vivendo. Per difendere gli anziani dal Covid, che è entrato nelle strutture, è stato fatto un grandissimo lavoro da parte soprattutto del personale sanitario. Il problema è che, causa Covid  vengono impediti nuovi ingressi di anziani determinando la mancanza di quote vitali per la tenuta in vita delle strutture e mettendo a rischio quindi il bilancio. Per questo è urgente il riconoscimento delle risorse previste nel decreto ‘Ristori’ (90 per cento) oltre all’aggiornamento delle rette che possa permettere, nella normalità, una gestione più rapportata ai costi”.

Sulla stessa lunghezza gli altri sindaci che hanno ribadito “l’urgenza di intervenire dal momento che la situazione non è più sostenibile, il rischio reale è che i nostri anziani troveranno sempre meno servizi e i lavoratori troveranno sempre più difficoltà a mantenere le loro famiglie. E’ un problema non tanto economico, ma un problema di dignità, sociale che riguarda una fascia importante della popolazione, anziani e lavoratori. Non si può continuare ad aspettare, ci vogliono risposte subito. Speriamo che il nostro grido di dolore venga accolto altrimenti l’11 maggio, durante il prossimo consiglio regionale, saremo ancora qui e chiederemo conto degli impegni presi oggi”.

Per il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, è “necessario un drastico cambio di passo sia per quanto attiene i rapporti con le strutture di tutto il territorio regionale, sia per quello che riguarda le misure da mettere in campo per evitare che le RSA non continuino a pagare ulteriormente le criticità che con il Covid-19 sono state solamente acuite”.

I quattro sindaci sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale Marco Squarta che, insieme ai consiglieri, ha assicurato l’interessamento per risolvere la delicata questione che riguarda tanti anziani sistemati nelle strutture pubbliche. Davanti a Palazzo Cesaroni si è recata anche la presidente della Regione Donatella Tesei che ha assicurato attenzione alla vicenda.

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