DSA, alle primarie di Nocera concluso il progetto con il software Geco

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Nelle scuole primarie dell’Istituto Omnicomprensivo “Dante Alighieri” di Nocera, per il secondo anno consecutivo, è giunto a conclusione il progetto facente parte della macroattività del Progetto Rete!, inerente la sperimentazione del software “Geco”, che ha visto protagonisti attivi gli alunni delle classi terze, quarte e quinte, guidati durante le lezioni dalla dottoressa Roberta Mascioni.

“Grazie alle insegnanti e alla disponibilità del dirigente scolastico, Leano Garofoletti, ho proposto ai bambini diverse attività di condivisione e di apprendimento del software, utilizzato come facilitatore nell’acquisizione di un metodo di studio, nell’utilizzo di ambienti digitali, attraverso l’impiego simultaneo di più funzionalità, in un linguaggio e in una grafica adatta ai piccoli studenti – ha detto Roberta Mascioni – Il software che abbiamo conosciuto e utilizzato insieme, creato da Anastasis, è nato come strumento rivolto agli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento, ma può essere utilizzato tranquillamente anche da tutti i bambini della classe, anche in un’ottica di inclusione e rientrare tra i normali strumenti didattici quotidiani.”

“Ogni bambino – ha proseguito – avrà la possibilità di imparare ad usare strumenti diversi e a sperimentare varie strategie scegliendo liberamente ciò che lo può rendere autonomo nell’apprendimento e in grado di provvedere ai propri bisogni formativi. Gli studenti potrebbero essere accompagnati in percorsi che valorizzano le loro capacità ed abilità, rinforzando la loro autostima e favorendo l’integrazione con i compagni e con gli adulti. Se, ad esempio, l’insegnante di storia spiega il capitolo su “L’Impero Romano”, sottolineando sul libro digitale alla LIM i fatti più importanti o leggendo il paragrafo con la sintesi vocale, dov’è l’eccezionalità? Anzi, in questo modo, la diversità di abilità tra i ragazzi diventa un valore aggiunto e ogni studente DSA non sarà costretto a dichiarare la propria ‘condizione clinica’. È semplicemente la diversità che diventa normalità. Devo dire che gli alunni delle classi interessate hanno partecipato con grande interesse ed hanno applicato in modo costruttivo le indicazioni suggerite, affidandosi alle nuove modalità.”

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