Allarme per il laghetto di Valsorda: servono interventi urgenti

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Mara Loreti del movimento “Liberi pensatori a difesa della natura” torna a parlare dei due laghetti carsici di Gualdo Tadino.

“La Valsorda – spiega – è l’unica zona nel raggio di diversi chilometri  che presenta un biotopo dulciacquicolo lentico, anzi due ecosistemi naturali che permettono la sopravvivenza di specie rare e minacciate di estinzione, un habitat di specie di interesse comunitario del Sito Natura 2000 IT5210014, protetto dalle direttive comunitarie.

Ormai tutti sanno che sono dei preziosi laghetti carsici dell’Appennino centro- nord, soprattutto dopo il maldestro tentativo di declassarli ad abbeveratoi per quella logica del profitto che non difende il diritto alla vita, alla salute, all’ambiente salubre”.

Il Sito Natura 2000 di Gualdo Tadino, ZSC (area a speciale conservazione) in cui sono compresi i laghetti carsici, ne vieta la loro rimozione, alterazione, riduzione e modificazione. “Spetta pertanto alle istituzioni territoriali, Comune e Regione – incalza Loreti – e agli organi di controllo impedirne il degrado e difenderli da qualsiasi azione antropica non ecosostenibile”.

Essendo anche terre tutelate dal vincolo paesaggistico ed idrogeologico, il proprietario, il gestore  hanno l’obbligo di non arrecare deterioramento al patrimonio culturale e del paesaggio.

Negli ultimi giorni, il laghetto superiore ha rassicurato gli ambientalisti: “nonostante tutto quassù – sottolineano dal movimento – dove il pascolo non ha agito con la stessa intensità, il tritone crestato si è riprodotto, nascosto tra la fitta vegetazione necessaria al suo ciclo vitale”.

La riproduzione, che avviene in acque ferme ha luogo da marzo a giugno. Le uova vengono fatte aderire singolarmente su piante acquatiche, nell’arco di diverse settimane. Raramente si trova fino a 1000 metri di quota.

La conservazione dell’ecosistema superiore sarà determinante per il ripristino fisico, chimico e biologico del laghetto di Valsorda.

“Il laghetto carsico inferiore, di color marrone intenso, ha rivelato – osserva Mara Loreti –  ancora tutto il suo degrado. Una pellicola di acqua oleosa denota la presenza eccessiva di nitrati, nitriti e ammoniaca. Assenza di vegetazione indispensabile per la vita acquatica: non ci sono infatti forme di vita. Intorno sono presenti rifiuti di varia natura e il calpestio giornaliero lasciato dalle vaccine ha distrutto e compromesso le sue rive. Un’esplosione di ranuncoli gialli, tutt’intorno rivela la selezione operata da anni di brucatura delle  vaccine, che hanno selezionato altre specie vegetali, determinando la perdita di biodiversità”.

In attesa del progetto di recinzione da parte del Comune di Gualdo Tadino e del ripristino fisico-chimico e biologico di questi ecosistemi naturali, il movimento auspica –  per non aggravare l’alterazione e il degrado ben evidenti – che nessun ungulato domestico si avvicini ai laghetti e che venga tenuto ben lontano al fine di evitare il dilavamento con le piogge di altri liquami all’interno.

La situazione può essere denunciata alla Comunità Europea – evidenzia Loreti – per violazione del diritto comunitario, con la conseguente apertura di una procedura di infrazione”. In situazioni simili la commissione è intervenuta irrogando una sanzione milionaria agli enti competenti, sanzione che si applica bloccando i flussi di risorse europee quali – in primis – i fondi di sviluppo rurale. La formazione di calcare massiccio, per la sua porosità, non consente la filtrazione dell’acqua e gli inquinanti arrivano in giornata nel rubinetto di ogni casa.

Stiamo mettendo a rischio il nostro patrimonio idrico – sostengono dal movimento – Noi ci attiveremo affinché la Valsorda e tutta la montagna di Gualdo Tadino, ZSC, Area protetta a conservazione speciale e gli habitat individuati al suo interno, non debbano più subire aggressioni e sfruttamento da parte delle attività antropiche”.

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