Intitolato al commendator Carlo Rosi il “Belvedere” di Serrasanta

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E’ stato intitolato sabato scorso al compianto commendator Carlo Rosi il “Belvedere” (già Santo Stefano) che si trova ai piedi dell’eremo di Serrasanta, per suggellare il suo ricordo nella memoria locale, proprio in quei luoghi che lo hanno visto artefice della loro trasformazione in aree turisticamente attrattive.

La cerimonia ufficiale dell’intitolazione si è svolta alla presenza del sindaco Massimiliano Presciutti, dell’assessore all’ambiente Paola Gramaccia e della famiglia Rosi. Presenti anche rappresentanti della Pro Tadino, del Rotary Club di Gualdo Tadino (di queste due associazioni è stato uno dei fondatori), dell’Associazione Nazionale Carabinieri e della Protezione Civile.

“Oggi più che mai – ha sottolineato il sindaco Presciutti – anche alla luce di quello che sta accadendo nella nostra città, si sente molto la mancanza di figure che siano di punti di riferimento per la comunità e incarnino sani valori morali, etici e civici, come a suo tempo è stato il commendator Carlo Rosi. Il suo grande operato, sia in campo imprenditoriale sia in campo associativo, oltre ad essere stato sotto gli occhi di tutti, ha sempre privilegiato il rapporto di reciproco rispetto con le istituzioni democratiche. Per tutti questi motivi, dunque, è stato un gesto semplice quello di intitolargli il “Belvedere” di Serrasanta. Non potevamo, infatti, non omaggiare, lasciando un segno tangibile in città, una figura del suo calibro che ha fatto tanto per la comunità gualdese”.

Scomparso nel 2002 a Gualdo Tadino all’età di 92 anni, il commendator Carlo Rosi è stato un personaggio che per anni ha costituito una istituzione nella vita cittadina. Nel periodo compreso tra il 1953 e il 1977, in virtù delle esperienze acquisite negli anni trascorsi in Africa Orientale e della grande disponibilità di manodopera degli anni successivi alla fine della mezzadria, realizzò un grande complesso di opere di bonifica montana valorizzando il grande patrimonio montano della città.

Negli stessi anni svolse una proficua attività di imprenditore in diversi settori, da amministratore unico della Colibrì (azienda produttrice di smalti), a socio fondatore della ICE di Gubbio a presidente della Sira di Senigallia, realizzatrice dell’Hotel Ritz, ricoprendo anche importanti incarichi all’interno della Banca Popolare di Gualdo Tadino, della Banca Popolare dell’Etruria e della Cassa di Risparmio di Foligno. E’ stato per lungo tempo presidente della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, dal 1953 fino al 1977.

Per le sue benemerenze era stato insignito delle onorificenze di cavaliere, ufficiale, commendatore della Repubblica e dell’Ordine di San Silvestro e del Premio Beato Angelo da parte dell’amministrazione comunale di Gualdo Tadino.

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