Contrattacco della Comunanza: chiusura dei pozzi di attingimento di Rocchetta

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Sono passati una ventina di giorni dalla pubblicazione delle due sentenze del Consiglio di Stato, la prima delle quali sanciva la legittimità del rinnovo della concessione a Rocchetta, che pareva aver scritto la parola fine sulla lunga vicenda, seguita un paio di giorni dopo da un nuovo dispositivo nel quale veniva confermata la decisione del Tar di opere abusive nella realizzazione dei cabinotti dei pozzi.

E’ proprio sulla base di questa seconda sentenza che la Comunanza Agraria Appennino Gualdese rilancia chiedendo, oltre alla demolizione dei cabinotti, il ritombamento dei pozzi di attingimento di Rocchetta. Una lettera di richiesta in tal senso è stata già inviata dall’ente montano al Comune di Gualdo Tadino, alla Regione Umbria e alla Soprintendenza ai beni paesaggistici.

I motivi li ha spiegati la presidente della Comunanza Agraria Appennino Gualdese Nadia Monacelli nel corso di una conferenza stampa spiegando che i pozzi R1, R3 e R4 “mancano del rilascio del titolo abilitativo edilizio come riportato in una nota dell’Ufficio Patrimonio del Comune del 30 marzo 2017, in seguito a una richiesta del Corpo Forestale dello Stato.”

La sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune di Gualdo Tadino per la costruzione di cabinotti per l’accesso ad almeno tre pozzi e la loro protezione, per la Comunanza è la base sulla quale richiedere la demolizione o ritombamento dei pozzi Rocchetta poichè li ritiene, in base a documenti in suo possesso, privi dei necessari requisiti.

“La sentenza obbliga il Comune a verificare ulteriori illegittimità – ha detto Nadia Monacelli – Siamo in presenza di un enorme problema ambientale e ci sentiamo in dovere di difendere il territorio e la verità.”

Quindi, qualora venisse accolta questa richiesta, Rocchetta si troverebbe nella condizione di avere la concessione prorogata, ma senza i pozzi da cui prelevare la materia prima. Su questo Nadia Monacelli è stata categorica: “A noi stanno a cuore i lavoratori e l’ambiente, non gli interessi di una multinazionale.”

Riguardo la prima sentenza, quella relativa alla proroga della concessione, la presidente della Comunanza ha ribadito come la stessa contenga falsità quando tratta del pozzo R6 descritto come pozzo di imbottigliamento quando non è lo è mai stato poichè mancano le condutture.”

Sul progetto di risanamento della Valle del Fonno, della Gola e la realizzazione dell’oasi Rocchetta, che fa parte integrante del rinnovo della concessione, Nadia Monacelli ha detto che “non si può passare dalla sentenza al progetto senza l’avallo dei proprietari.”