Area Rocchetta, la Comunanza: “Non entrerà più nessun tecnico senza il nostro ok”

La querelle tra Comunanza Agraria Appennino Gualdese e Comune di Gualdo Tadino sulla vicenda Rocchetta è sempre più lontana dal concludersi e dopo o parallelamente alle carte bollate, si sposta ora sull’accesso di tecnici all’area della Rocchetta e della Valle del Fonno.

Sulla questione erano intervenuti nei giorni scorsi il Comitato Pro Acqua insieme al WWF, il sindaco di Gualdo Tadino e la stessa Comunanza che aveva giudicato “discutibili” le ordinanze. Il Comitato aveva contestato al primo cittadino di aver “usato impropriamente il potere di emettere ordinanze sindacali“. Dal canto suo Presciutti aveva risposto che “vi sono delle competenze che spettano esclusivamente e personalmente al sindaco”

Ora la Comunanza evidenzia che “sono comparsi in questi giorni nuovi divieti di accesso pedonale alla valle del Fonno e area Rocchetta, “Eccetto Autorizzati”, apposti dal Comune di Gualdo Tadino. L’Appennino Gualdese specifica che gli “autorizzati” dal Comune in deroga alla sicurezza, non sono certo autorizzati ad entrare ed operare nelle proprietà collettive altrui.”

“Vogliamo quindi sia chiaro a tutti – afferma l’ente montano – che la Comunanza non può, per legge, consentire l’accesso ad alcun tecnico pubblico o privato finchè non verrà ufficialmente comunicato l’avvio di una procedura volta alla mitigazione del rischio, dopo la quale verranno concessi i permessi a operare per tutti i lavori a tutela del bacino idrico e del costone roccioso, a condizione imprescindibile che si apra prima un tavolo tecnico, che generi una progettualità condivisa che non può certo vedere estromessi i proprietari delle terre, così come già richiesto ufficialmente dalla Prefettura.”

La tutela dell’acqua e dell’ambiente – prosegue la nota dell’Appennino Gualdese – è per noi il motivo principe della “battaglia”, e si può applicare soltanto rispettando la legge, con i lavori volti al ripristino dei luoghi e delle pertinenze obbligo del concessionario, e procedendo celermente alla demolizione dei cabinotti abusivi, come stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, ed il seguente ritombamento dei pozzi di emungimento forzato privi di titoli abilitativi. Opere che, purtroppo, vediamo essere ferme al palo e non partire nonostante le dichiarazioni di rispetto delle sentenze.”

Al contrario – evidenzia l’ente montano – si sposta continuamente l’attenzione su temi del tutto secondari: querelle politica, senatori, conflittualità… che francamente non ci interessano.”

“Pertanto – specifica la Comunanza – tutti gli altri progetti che non sono nell’interesse delle proprietà collettive e direttamente della tutela ambientale e su cui, come proprietari, non siamo al corrente di nulla, non verranno autorizzati nè verrà rilasciato alcun permesso di accesso ai luoghi. Anzi, per evitare episodi spiacevoli e nel pieno rispetto delle persone eventualmente coinvolte – conclude la nota – desideriamo informare pubblicamente che se tecnici incaricati da terzi o ditte private persisteranno nell’accesso illegittimo ai luoghi di proprietà dell’Appennino Gualdese, verranno attivate come norma di legge le forze dell’ordine e si dovrà procedere all’identificazione e alla seguente querela personale.”

Articolo precedenteM5S: “Rocchetta non deve chiudere, ma rispettare le regole”
Articolo successivoMatteo Bebi presenta “Orsolina di Catagnone” al Museo Diocesano di Assisi
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.