Piogge, “un anno folle”: l’analisi della Stazione Meteorologica Palazzo Mancinelli

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“Folle, assolutamente folle quello che è successo quest’anno, dal punto di vista pluviometrico, a Gualdo Tadino”.

Così la Stazione Meteorologica Palazzo Mancinelli, che fa parte della rete nazionale Linea Meteo, si esprime con un interessante post su Facebook in merito alle abbondanti piogge cadute a ottobre. Ad oggi, dall’inizio del mese, sono stati ben 195 i mm. di pioggia caduti in 11 giorni. Dal 1 gennaio al 30 settembre erano caduti complessivamente 457 mm.

“Spulciando tutti i dati in possesso della Regione, dal 1919 in poi, non si trova nulla del genere. Segno evidente di una fase climatologica segnata da forti anomalie”, evidenzia ancora Pierluigi Gioia, responsabile della stazione meteo gualdese, che di seguito fa una interessante analisi storica della situazione.

I DATI
Quest’anno, come tutti sanno, è stato segnato da una delle peggiori siccità degli ultimi cento anni: il 2021 non è ancor chiuso e ci sono mesi mediamente molto piovosi come novembre e dicembre su cui contare, ma, al momento, si tratta dell’anno più siccitoso dal 1919. Sono solo 636 i mm di pioggia caduti a Palazzo Mancinelli.

Ma se togliamo i 143 mm di gennaio, l’ultimo mese abbastanza piovoso, e le piogge degli ultimi giorni, troviamo che da inizio febbraio a fine settembre, cioè in nove mesi, sono caduti appena 314 mm di pioggia. È una miseria assurda per una località come la nostra, in cui cadono mediamente 1200-1300 mm in un anno: una media che ci fa assomigliare a località sub-sahariane o delle steppe ghirghise.

Questo, senza dubbio, è stato il periodo più siccitoso degli ultimi 100 anni: non ci… piove (in tutti i sensi).

Quello che ci ha salvati dalla crisi idrica e dal razionamento dell’acqua (le sorgenti erano comunque al limite) sono stati due fatti:
1) i due anni precedenti più piovosi della norma, che hanno fornito una riserva notevole per farci affrontare un periodo secco come questo
2) un inverno nevoso in quota, che ha fornito una notevole quantità di acqua che è filtrata lentamente, con lo scioglimento del manto nevoso. La neve, notoriamente, rifornisce di più della pioggia perché, quasi totalmente, penetra con lentezza nel terreno, al contrario delle piogge violente, che ruscellano velocemente a valle.

Poi, dopo nove mesi di siccità, arriva un’irruzione fredda artica. Da manuale. Una di quelle irruzioni che, a gennaio, ti avrebbe sepolto di neve.

Ebbene, in poco più di 48 ore, lo Stau ha scaricato su Palazzo Mancinelli oltre 180 mm di pioggia, di cui 130 fra le 23 del giorno 6 e la stessa ora del giorno 7.

Se confrontiamo questi accumuli con quelli maturati nel periodo precedente, troviamo che in un paio di giorni è caduta quasi la metà (il 40% per la precisione) della pioggia di 10 mesi (gennaio compreso).

Ma se escludiamo gennaio e partiamo da febbraio, arriviamo all’incredibile conclusione che in soli due giorni di ottobre, a Palazzo Mancinelli, è caduto il 60% della pioggia accumulata i nove mesi (314 mm). Una cosa pazzesca, folle, assolutamente senza precedenti.

Io credo che se avessimo a disposizione i dati di un millennio o due, probabilmente non riusciremmo a trovare un’anomalia del genere se non fra V-VI sec e fra XIV e XV secolo d.C. Roba da restare senza parole.

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