Presentato il progetto per l’area Rocchetta. Morroni: “Opportunità unica per il rilancio”

Il progetto di messa in sicurezza e riqualificazione dell’area Fonti della Rocchetta e Valle del Fonno, che prevede anche la realizzazione di un’oasi naturalistica di particolare attrattività ambientale e turistica a livello regionale e nazionale, è stato presentato questa mattina alla stampa in Regione dal vicepresidente e assessore all’ambiente, Roberto Morroni, insieme ai vertici di Rocchetta Spa, l’amministratore delegato Maurizio Bigioni, la responsabile investimenti e sviluppo, Chiara Bigioni, e dal direttore tecnico dello studio Sgai, che coordina il progetto, Filippo Forlani.

Un intervento di 4 milioni di euro che verrà completato, ha sottolineato Maurizio Bigioni, entro 9-12 mesi dal rilascio delle autorizzazioni e che prevede la messa in sicurezza dal rischio idraulico e idrogeologico a scendere dalla Valle del Fonno, la riqualificazione paesaggistica e naturalistica e diverse opere nell’ambito ricettivo-ricreativo nella zona ove attualmente sono presenti i vecchi capannoni dell’azienda di imbottigliamento.

“Questa rappresenta un’occasione preziosa per il rilancio del territorio della Fascia appenninica che da anni vive una situazione di declino – ha detto l’assessore Roberto Morroni Con la sua presentazione, come Regione, vogliamo dare un segnale forte, insieme all’azienda Rocchetta Spa, affinché si torni a parlare di sviluppo. Auspichiamo, pertanto, che attorno al progetto si registri un’unità di intenti e la volontà di assicurare prospettive di futuro alla collettività gualdese e regionale”.

“L’intervento – ha ricordato Morroni – rientra tra gli impegni sanciti nella convenzione del 2015 tra Regione Umbria e Rocchetta Spa nell’ambito della proroga della concessione, successivamente al centro di un contenzioso giudiziario che si è chiuso con il riconoscimento della legittimità degli atti della Regione da parte del Consiglio di Stato. Il nostro obiettivo è stato, quindi, quello di consentire, in tempi celeri, la realizzazione degli investimenti aziendali a beneficio del territorio, con particolare attenzione anche alla messa in sicurezza della zona interessata dall’alluvione del 2013”.

I diversi ambiti del progetto sono stati illustrati dall’ingegner Filippo Forlani, che si è avvalso anche del contributo di un video, a cominciare dal ripristino dei danni subiti dall’alluvione del 2013, sentieri e vie di accesso, la messa in sicurezza dal rischio idraulico e idrogeologico, la riqualificazione paesaggistica e naturalistica e le opere nell’ambito ricettivo-ricreativo. “Tutta l’area interessata sarà un’oasi naturalistica di eccellenza, per restituire alla collettività un territorio interamente recuperato”. 

“L’obiettivo della valorizzazione dell’area reca con sé la creazione di nuovi posti di lavoro legati alle attività turistiche e ambientali”, ha evidenziato Maurizio Bigioni. Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato che l’area dovrà diventare un punto di riferimento a livello nazionale nell’ambito del turismo ambientale.

“L’intervento di ripristino e qualificazione – ha dichiarato Chiara Bigioniavrebbe dovuto realizzarsi fra il 2015 e il 2016, ed era proposto come primo nella richiesta di proroga della concessione. Ora è stato migliorato, alla luce del confronto con Regione e Comune, pertanto, vogliamo realizzarlo nei tempi più brevi possibili. Due gli obiettivi fondamentali: il recupero di un’area praticamente inaccessibile e la sua restituzione in sicurezza alla collettività e, allo stesso tempo, la valorizzazione di una risorsa naturalistica rendendola fruibile per varie attività quali quelle sportive, ludiche e ricreative. Prevista, tra l’altro, la demolizione dell’ex stabilimento Rocchetta, e la messa a disposizione di alcune nostre proprietà al Comune, a favore della comunità locale”.

“Il progetto – ha concluso Morroni – soddisfa gli obiettivi che la Regione persegue per voltare pagina e ricreare le migliori condizioni di rilancio di un sito importante. Sarà fondamentale, ora, il passaggio in Consiglio comunale di Gualdo Tadino, che auspico sia aperto al coinvolgimento dei diversi portatori di interesse. Sarebbe molto grave non cogliere il valore che il progetto riveste: invito pertanto a non avere atteggiamenti di chiusura e contrapposizione, ma a dare un segnale di maturità e responsabilità, affinché si colga la grande opportunità di crescita che questo intervento offre”. Il riferimento è alla Comunanza Agraria che ha più volte dichiarato la propria posizione, non partecipando al tavolo in cui era stato inizialmente presentato il progetto e ritenendo imprescindibile il ritombamento dei pozzi di attingimento.

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