Calai, il Pd chiede l’apertura di un confronto istituzionale. “Superare le contrapposizioni di parte”

“Ci dispiace leggere un tale livore da parte del Coordinamento locale di FI, che va, senza dubbio, ad intaccare i buoni propositi che hanno portato la Giunta Regionale a porre l’attenzione sul nostro ex ospedale.”

Così il Partito Democratico di Gualdo Tadino in riferimento all’ultimo comunicato stampa di Forza Italia relativo alla riqualificazione dell’ex ospedale Calai, con particolare riferimento alla frase conclusiva “lasciamo agli altri il compito di parlare senza incidere sulle scelte”.

“Tali affermazioni rappresentano a pieno quanto di più lontano noi ci siamo augurati, come più volte espresso nei precedenti comunicati e nelle dichiarazioni sostenute in merito”, sostiene il Pd che dice di apprendere dell‘ulteriore disponibilità di 2,8 milioni di euro (oltre ai 6,5 già stanziati) “dagli annunci dei consiglieri comunali di Forza Italia e dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni nonché la prefigurazione di quel che diverrà”, cioè una casa di comunità e un ospedale di comunità. Questo, per il Pd, è “quanto riportato nel progetto del 2015 e non esclusivamente quanto presente nel protocollo d’intesa stilato nel 2012, come si legge nel comunicato di FI”.

I Dem gualdesi si augurano che fondi e tempistiche rispettino quanto annunciato. Il loro timore è che, essendo questi fondi svincolati dal Pnrr che devono avere una rendicontazione entro il 2026, prevedano una realizzazione di lungo corso.

Il Pd inoltre sostiene di dover “reiterare una posizione banale, quanto necessaria. Le lodevoli dichiarazioni, infatti, non possono darsi in un contesto istituzionale incapace di confrontarsi e coinvolgere seriamente le realtà locali, in primis l’amministrazione comunale. Questo elemento ci pare imprescindibile per scongiurare una progettualità calata dall’alto, incapace di rispondere alle esigenze ed al contesto territoriale nel quale si inserisce. Non vorremmo infatti che quanto riportato nella delibera regionale diventi un libro dei sogni o peggio ancora una cattedrale del deserto, incurante della proporzione tra popolazione e servizi già presenti sul territorio, nonché delle tempistiche celeri che i cittadini gualdesi richiedono e meritano. Le nostre perplessità, dunque, non dipendono da chi, ma dal come si fanno le cose. In un contesto storico così complesso, ma al tempo stesso così importante per la disponibilità di fondi e risorse pubbliche, non si può pensare di dover tagliare il traguardo in solitaria. Anzi, in virtù della responsabilità politica e delle cariche governative rivestite, si richiede la capacità di superare le contrapposizioni di parte e ancor di più le logiche del consenso, in favore di obiettivi comuni.”

Per il Pd di Gualdo Tadino è finito il tempo delle passerelle al Calai, peraltro senza mai invitare l’amministrazione comunale, dato che i cittadini chiedono risultati concreti e non slogan a mezzo stampa. Auspichiamo, pertanto, un confronto istituzionale tra le parti in causa, poiché da soli si può incidere senza dubbio nelle scelte, correndo il rischio però di esasperare una conflittualità che minerebbe lo spirito comunitario che deve guidare l’azione politica.”

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