La collezione Massimo Caggiano dona a Gualdo Tadino due preziose opere d’arte

Un gesto generoso del collezionista d’arte Massimo Caggiano, legato alla città di Gualdo Tadino dal progetto che ha raccolto molto successo di pubblico nel 2019, cioè la mostra “La stanza segreta. I capolavori della figurazione contemporanea”, nata dal patrimonio artistico di una delle raccolte d’arte più significative in Italia.

“Ed è così che di questa grande esposizione si è voluto lasciare in permanenza un segnale – spiega il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, presidente del Polo Museale che ha coordinato il progetto – grazie all’interessamento e alla sensibilità di Massimo Caggiano, che ha commissionato all’artista Stefania Fabrizi un prezioso e imponente San Michele Arcangelo, esposto in Municipio, simbolo della nostra amata Gualdo Tadino e, invece, presso la chiesa di San Francesco, la suggestiva scultura del faentino Alberto Mingotti, dal titolo ‘San Francesco modella il Presepe’”.

Sicuramente due figure molto care alla comunità, ben rappresentate da queste due importanti opere. Ma andiamo a conoscere questi due importanti artisti, che si sono distinti sia in Italia che all’estero.

Stefania Fabrizi, autrice del San Michele Arcangelo, vive e lavora a Roma. La sua ricerca si è sviluppata per lo più nell’ambito della pittura in tutte le sue tecniche, indagando su temi che spaziano dal cinema al fumetto, dalla letteratura al mondo dello sport, con figure misteriose e talvolta pervase da un afflato spirituale; soggetti che spesso si trasformano in icone, la cui trasfigurazione è restituita nella sua completezza grazie anche all’elevata qualità tecnica dell’artista.

Alberto Mingotti, che ha modellato il San Francesco, è scultore con la ceramica. Iscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Mingotti apre con un socio uno studio a Forlì dove, dal 1977 al 1983, realizza maioliche a lustro. Una pratica cui farà successivamente ricorso per il suo lavoro scultoreo e una permanenza che gli permette di conoscere le nuove leve dell’arte locali che, verso i primi anni Ottanta, si organizzano nel gruppo Eclissi in nome di un recupero della figurazione e delle tradizionali discipline artistiche. Nell’ambito di una nuova figurazione e di un’arte colta Mingotti organizza le sue mostre personali e collettive.

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