Borgomeo a La7: “Indispensabili tetto al prezzo del gas e rateizzazione delle bollette”

“Si chiude perchè non ci sono le condizioni per produrre senza perdite”. Così il presidente di Saxa Gres, Francesco Borgomeo, intervenuto questa mattina alla trasmissione “Coffee Break” di La7 dallo stabilimento fermo di Anagni per illustrare la situazione in cui si trovano i tre siti produttivi del suo gruppo, tra cui quello ex Tagina di Gualdo Tadino.

La scorsa settimana infatti è stata comunicata la messa in cassa integrazione dei dipendenti fino a che non saranno ripristinate le condizioni per poter riprendere a produrre.

Da 23 centesimi a metro cubo si è passati in un anno a pagare il gas quasi 3 euro a metro cubo. Capite bene che così è impossibile mettere un prodotto sul mercato – ha evidenziato – Il cliente che lo scorso anno pagava il prodotto 15 euro al metro quadrato oggi lo dovrebbe comprare a 35 euro.

Sul tetto al prezzo del gas per Borgomeo “è impossibile che non venga messo. Mi aspetto di poter ripartire a novembre, perchè diversamente si fermerebbe l’Europa e si andrebbe verso un lockdown energetico. Nella stessa situazione della ceramica c’è la carta e il cartone. Se si fermano le cartiere mancherà il packaging degli alimentari, con il rischio di non trovare più i prodotti nei supermercati. Forse ancora non è stata percepita la gravità della situazione.”

“Quando arriveranno le bollette di agosto si fermerà tutto – ha ribadito – E’ perciò indispensabile il tetto al prezzo del gas e la rateizzazione delle bollette perchè nessuno riuscirà a pagarle”. Borgomeo ha ricordato che la spesa per l’energia nelle sua aziende è passato da 6 milioni a 22 milioni nei primi sei mesi del 2022.

Infine è stato toccato l’argomento delle energie alternative. Borgomeo ha sorriso quando gli è stata posta la domanda, perchè ha ricordato come per il suo stabilimento di Anagni si sia impiegato otto anni per ottenere le autorizzazioni per la realizzazione di un biodigestore, cui ne seguiranno altri due per la realizzazione. Se quell’impianto fosse operativo oggi avremmo la fabbrica in funzione, ha detto il numero uno di Saxa.

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Un progetto simile è previsto per lo stabilimento di Gualdo Tadino.

A chi chiede di puntare per la fabbrica su altre forme di energia alternativa, come il solare, dalle colonne del Corriere dell’Umbria Francesco Borgomeo ha spiegato nei giorni scorsi. “I pannelli solari li metteremo ma non certo per tenere accesi forni che devono lavorare a 1.200 gradi e a ciclo continuo. Noi abbiamo bisogno di moltissima energia e fornita in modo costante, anche di notte. Nessun impianto fotovoltaico è in grado di garantire queste condizioni. Ci vuole il gas o in futuro l’idrogeno. Le aziende devono essere autosufficienti a livello energetico e noi, come sollecitato anche da sindaco e organizzazioni sindacali, ci possiamo arrivare grazie all’impianto per produrre biogas, come messo subito nero su bianco con la Regione in tempi non sospetti. Una volta ricevuto il via libera siamo in grado di mettere in funzione l’impianto in 18-24 mesi”.

Attraverso il biodigestore (da non confondere con il termovalorizzatore) si ottiene il biogas, una miscela di vari tipi di  gas, principalmente metano e anidride carbonica, prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) di residui organici vegetali o animali.

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