Presentato a Gualdo Tadino il volume e il progetto di digitalizzazione degli statuti comunali

Grande successo per la presentazione, sabato 18 marzo, del volume “Item statuimus et ordinamus – la digitalizzazione degli statuti comunali umbri per la salvaguardia e la valorizzazione”.

L’incontro, svoltosi presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino e coordinato da Maria Giuseppina Civitareale, archivista e presidente di UniGualdo – associazione che ha promosso e fortemente voluto l’evento insieme al Comune di Gualdo Tadino – si è aperto con i saluti istituzionali.

Presente l’assessore alla cultura del Comune di Gualdo Tadino, Barbara Bucari, la direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino, Catia Monacelli, e il sindaco Massimiliano Presciutti, che ha espresso il suo più sentito ringraziamento alla Soprintendenza per il lavoro svolto e per lo strumento che ne è scaturito.

Dopo un excursus sulla storia degli statuti comunali in Umbria curato dalla professoressa Stefania Zucchini, docente di storia medievale presso l’Università degli Studi di Perugia, la dottoressa Emma Bianchi, della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria, è passata ad illustrare non solamente il libro, arricchito dalla prefazione del professor Franco Cardini, che ripercorre la storia delle legislazioni comunali anche attraverso le immagini, ma il più grande progetto che ha permesso la digitalizzazione degli statuti di 114 realtà, per un lavoro che ha visto la sua prima fase avviarsi tra il 1997 e il 2000, e la sua tappa conclusiva dal 2016 al 2018.

Migliaia di immagini ora fruibili attraverso una piattaforma web dedicata e anche attraverso un’apposita applicazione, per un’opera d’avanguardia, in anticipo rispetto al resto d’Italia, con il recupero di testi conservati anche fuori regione.

Prezioso materiale ora finalmente consultabile da remoto, per motivi di studio, didattica, per semplice curiosità, che, come ha ricordato la Stefania Zucchini, ha attirato l’attenzione degli eruditi già dal XIX secolo per lo spaccato umano che vi si può leggere.

Gli ordinamenti sono lo specchio delle società che li hanno prodotti e salvaguardarli significa anche salvare la storia dei nostri paesi e città, e il suo lato forse più vero, quotidiano e umano.

In conclusione, la coordinatrice ha ricordato con piacere il momento in cui si è trovata a diretto contatto con lo statuto di Gualdo Tadino, oggetto principale della presentazione, quando era incaricata della sistemazione dell’archivio.

Partecipando ad un progetto con gli studenti del locale Istituto Casimiri, attraverso il quale si voleva approfondire la condizione femminile nel passato, si è resa conto dello stupore dei ragazzi nel venire a contatto direttamente con il passato in un luogo per loro sconosciuto. L’archivio, dunque, non solo contenitore, ma necessario mezzo di conoscenza, studio, e certo conservazione. Per una maggiore consapevolezza verso il futuro.

Emma Bianchi ha infine ricordato come molto presto lo statuto di Gualdo Tadino verrà restaurato, e allo stesso modo verranno restaurate le antiche carte catastali. L’obiettivo è quello di una musealizzazione del volume cinquecentesco.

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