San Francesco si arricchisce di una nuova opera restaurata

Presentazione giovedì 15 giugno alle ore 17.30

La splendida chiesa di San Francesco di Gualdo Tadino si arricchisce di un nuovo lavoro di restauro patrocinato dal Lions Club: una Vergine col Bambino, recuperata grazie al prezioso intervento di Massimiliano Barberini, restauratore. Il prossimo giovedì 15 giugno, alle ore 17.30, proprio presso l’antico edificio francescano, secondo al mondo dopo Assisi, si terrà la presentazione e lo svelamento dell’opera, riportata ai suoi antichi colori. All’evento sarà presente l’amministrazione, con il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, la presidente del Lions Club di Gualdo Tadino, Sissi Palmieri, la direttrice del Polo Museale, Catia Monacelli, il restauratore, Massimiliano Barberini, e lo storico Matteo Bebi.

Un pomeriggio con l’arte, sull’arte e intorno all’arte, con l’opera nuovamente fruibile al pubblico che sarà la base di partenza per un piccolo convegno e momento di riflessione sull’importanza della tutela del patrimonio culturale, sulla sua funzione per il futuro, ma anche di studio storico sullo stesso affresco, sui suoi legami col territorio e sui suoi possibili autori. L’ombra del tempo, così è stato scelto di chiamare il momento di presentazione, rappresenta un atto di amore e rispetto per la nostra storia e la nostra cultura, un impegno che il Lions Club di Gualdo Tadino ha sempre abbracciato con passione.

“Questo affresco restaurato – ha detto la presidente Sissi Palmieri – è un tesoro per la nostra comunità e rappresenta una testimonianza vivida della nostra storia e della nostra identità. È un onore avere con noi l’amministrazione, nella figura del sindaco, la direttrice Catia Monacelli, per il suo costante impegno nel promuovere l’accesso all’arte, il restauratore Massimiliano Barberini, che ha dedicato competenza e cura per restituire a questo affresco la sua bellezza originaria, e Matteo Bebi, che con altrettanta competenza ha speso tempo ed energie alle ricerche che ci aiutano a comprendere meglio l’opera. Ogni dettaglio, ogni pennellata, racconta una storia e ci collega al passato. Siamo felici di aver contribuito a preservare il nostro patrimonio e di poter rendere possibile questa straordinaria occasione di scoperta e di connessione con le nostre radici.”

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