La Rocca Flea e il suo parco ospitano la mostra “Il fantastico mondo di Wal” fino al 7 gennaio 2024

La fortezza federiciana e il suo parco ospitano cinquanta sculture di magici animali e bizzarre creature.

La mostra delle opere di Walter Guidobaldi, in arte Wal, inaugurata lo scorso 5 agosto, sta ottenendo un grande successo di pubblico e sarà visitabile fino al 7 gennaio 2024.

Nelle stanze della Rocca Flea, museo civico e simbolo della città di Gualdo Tadino, imponente fortezza restaurata dall’imperatore Federico II di Svevia, e nel suo parco si può ammirare l’antologica dedicata a Walter Guidobaldi “Il fantastico mondo di WAL”: giganti sculture, magici animali e bizzarre creature con l’intento di farne conoscere il suo universo artistico attraverso le sculture realizzate negli ultimi vent’anni di ricerca.

Sono sculture a tutto tondo, di marmo, bronzo, resina o di terracotta, monumentali oppure di piccolo formato, in cui i protagonisti sono dei putti-monelli intenti a esibirsi in giochi di destrezza e degli animali fantastici tra civette, gatti, maialini, lumache, rinoceronti, mucche, pinguini, conigli che, come scrive in catalogo Cesare Biasini Selvaggi, testimoniano quanto “l’unico mondo in cui siamo davvero liberi, innocenti spettatori del suo spettacolo, sia quello dell’infanzia”.

Il progetto di questa mostra, che fa parte di “Contemporaneamente Gualdo Tadino”, primo festival in Umbria dedicato all’arte contemporanea, “nasce dal desiderio di risvegliare li’nteresse del pubblico, dagli adulti ai bambini, a una narrazione suggestiva sull’importanza dell’arte come strumento in grado di evocare e riconoscere mondi interiori, dominati dall’ immaginazione”, spiegano gli organizzatori.

Tantissimi i visitatori che, sin dall’apertura, hanno visitato questa esposizione, unitamente alle altre che fanno parte del Festival dislocate nei sei musei di Gualdo Tadino.

Le sculture di Wal, con il loro originale bagaglio di figure fantastiche e animali fiabeschi, si inseriscono perfettamente in un ambiente già di per sé magico accentuando l’atmosfera di un tempo che qui pare sospeso.

A prima vista ai visitatori sembrerà di trovarsi catapultati in una delle storie dei fratelli Grimm.

Nel parco si è accolti da un gigantesco gatto albino, dallo sguardo enigmatico quanto una sfinge. Il gatto, probabilmente l’animale più amato e raffigurato da Wal, ritorna in altre opere in mostra.

Intorno, nel verde, la scena è catturata dallo scalmanato manipolo dei putti-monelli creati da Wal con il loro inconfondibile biancore di fondo che ne fa dei corpi astrali, eterei.

All’interno della Rocca Flea l’atmosfera non cambia e la fantasia continua a essere il motivo conduttore dell’esposizione.

Nel fantastico mondo creato da Wal si può scorgere un ricorso metodico a citazioni colte. Così i putti sono ispirati al Ritratto di Manuel Osorio Manrique de Zuñiga di Goya (al Metropolitan Museum of Art di New York), ma anche alle figure di Botero, i putti ginnasti sono mutuati dal pittore francese del XVIII secolo Bénigne Gagneraux, mentre i putti lottatori provengono direttamente da modelli classici.

La traduzione dai modelli di riferimento compiuta da Wal non ha, tuttavia, alcun intento dissacrante o irriverente alla Duchamp. È, invece, il pretesto dell’artista per dare libero sfogo ad una straripante creatività che, attraverso il gioco mentale e la manualità, dissemina le opere di enigmi e interrogativi che riguardano il provengono direttamente da modelli classici.

La ricerca artistica di Wal, infatti, da oltre quarant’anni è contraddistinta da una sapiente ricerca volta a stimolare nello spettatore la sua capacità di sognare, di recuperare quello stato di primordiale stupore per il mondo di cui parlava Elémire Zolla. Tale processo è sempre scandito dal ricorso ad una sapida ironia.

Wal (Walter Guidobaldi) è nato nel 1949 a Roncolo di Quattro Castella (Reggio Emilia), dove tuttora vive e lavora.

La sua formazione artistica si avvia all’Accademia di Belle Arti di Bologna per compiersi negli anni Settanta a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera e, con particolare trasporto, i corsi di Alik Cavaliere e Luciano Minguzzi. Nel 1980 è inserito da Renato Barilli nella pattuglia dei Nuovi-nuovi insieme, tra gli altri, a Ontani, Salvo e Mainolfi. Connotati tipici dei Nuovi-nuovi sono una leggerezza ludica, quasi degna di Palazzeschi, e il recupero del colore, dell’immagine e della manualità reagendo, così, al clima troppo freddo, intellettualistico, che si era stabilito negli anni Settanta intorno alle poetiche del cosiddetto concettuale.

INFORMAZIONI

Orario: 10.00/13.00 – 15.00/18.00 tutti i giorni

Biglietto unico di 6 euro

Fino a 7 anni i bambini entrano gratis e da 8 a 18 anni il biglietto ridotto è di 3 euro.

Il circuito è dog friendly, sono ammessi alla visita gli amici a quattro zampe.

Per ulteriori informazioni: cell. +39 347 7541791; tel. +39 075 9142445

www.polomusealegualdotadino.it

foto dell’installazione “Giocolieri”, credit Christian Severini ©

Articolo precedente“La Grande Guerra dei Gualdesi” diventa un documentario
Articolo successivo“Verso Santiago”, a Valsorda la presentazione del libro di Silvia Contini
Avatar photo
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.