Alberi di via XXIV Maggio, diffida di due associazioni per sospendere l’abbattimento

Una diffida “per urgentissima sospensione dei lavori di abbattimento dell’alberatura storica in via XXIV Maggio (messa da dimora nel 1929) al fine di scongiurare il danno irreversibile ed irreparabile al patrimonio arboreo, identitario, culturale, che ne deriverebbe per la comunità cittadina” è stata inviata dallo studio legale Pileggi, che assiste il Movimento liberi pensatori a difesa della Natura e l’Associazione Tutela Territorio Appennino di Gualdo Tadino, a diversi enti e amministratori nazionali e regionali, tra cui i Ministeri dell’Ambiente, della Cultura e dell’Interno.

Nella missiva viene evidenziato che il 21 novembre scorso, “paradossalmente, nel giorno della Festa Mondiale degli Alberi, trasformata dal sindaco di Gualdo Tadino nel giorno in cui si fa la festa agli alberi più rappresentativi della città”, sono stati trovati affissi su alcuni degli alberi in questione avvisi di una ordinanza a firma del Comandante della Polizia Locale di modifiche temporanee alla circolazione.

Lo studio legale sottolinea che i lavori “non sono stati disposti per ragioni d’urgenza legate al pericolo di caduta degli alberi, in buono stato vegetativo, non ascritti alla Categoria D dalla Relazione dell’Agronomo Roberto Giangrande, ma sono stati disposti unicamente per utilizzare i fondi del PNRR con il pretesto dell’abbattimento di barriere architettoniche (uniche presunte barriere architettoniche oggetto di intervento in un luogo impervio ed urbanisticamente antico che, ad iniziare dagli edifici pubblici, è tutto una barriera architettonica), senza che mai un disabile (che fosse uno) l’abbia chiesto!”

“Ove fosse eseguito l’abbattimento, il danno, lo stravolgimento dell’identità storica di un luogo prezioso, sarebbe irreversibile – prosegue la lettera – e non ci rimarrebbe che percorrere fino in fondo, e senza tregua, strade risarcitorie e punitive nei confronti non solo dei responsabili, ma anche di chi, avendone il potere, non ha ritenuto nemmeno di intervenire al solo fine di sospendere temporaneamente i lavori, rendendosi così corresponsabile di un fatto causativo di danni irreversibili.”

La richiesta delle associazioni è che “le diffide, gli esposti, le richieste di approfondimento istruttorio, presentati alle Istituzioni, alla Soprintendenza ed alla stessa magistratura, basate su solidi e documentati argomenti, vengano esaminate prima che sia troppo tardi, senza che la cittadinanza e le associazioni siano messe, lo ripetiamo, di fronte a quel fatto compiuto che le costringerebbe a reagire di fronte ad un danno ormai irreversibile per perseguire chi non avesse agito con la dovuta ponderazione.”

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