Nella Fascia Appenninica cresce la popolazione over 65

Gli over 65 nel territorio eugubino-gualdese-nocerino sono in leggera crescita rispetto allo scorso anno. Sono precisamente 16.210 e rappresentano il 27.88% della popolazione (+0,18 sul 2022). Rispetto al dato nazionale del 24,1% e anche a quello umbro del 26,8%, questo territorio è decisamente più longevo.

Questo è emerso dall’annuale censimento degli over 65 elaborato dal circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico spiegato nel dettaglio giovedì scorso al Castello di Baccaresca dal presidente Francesco Pascucci e dalla consigliera del direttivo Celine Ercoli

La presenza maggiore di anziani la si trova nei comuni di Costacciaro e Scheggia e Pascelupo con, rispettivamente, il 33,94% e il 31,52%- Segue Nocera Umbra con 29,64%. Il comune più “giovane” rimane, come rilevato anche in passato, quello di Fossato di Vico con il 26,09%.

Le donne sono generalmente più longeve quasi in ogni fascia, spiccando nella fascia dei “Grandi Anziani” (oltre gli 89 anni) in cui le femmine sono in maggioranza in ogni comune, duplicando o triplicando talvolta i maschi.

La fascia degli “Anziani” (75-89) è la più presente, superando di circa un punto e mezzo quella dei “Giovani Anziani” (65-74).

Le donne anziane che vivono sole sono numericamente, in media, più del doppio degli uomini e prevalentemente nei comuni di Costacciaro, Fossato di Vico e Sigillo. Il dato di Scheggia e Pascelupo, invece, denota una bassa percentuale di anziani che vivono soli: maschi 12% e femmine 29%.

Gli ospiti delle residenze per anziani sono numericamente pochi rispetto al totale dei residenti, un dato che mostra una sostanziale autosufficienza della popolazione degli anziani e una buona predisposizione, da parte delle famiglie, a una convivenza allungata e plurigenerazionale.

Il professor Paolo Montesperelli dell’Università La Sapienza di Roma, presente all’incontro, ha sottolineato come, dagli anni ’90 fino al 2014, grazie al contributo degli immigrati la popolazione italiana è cresciuta e poi rimasta stabile raggiungendo i 60 milioni. Dal 2015 è iniziato il calo ad un ritmo di circa 200 mila abitanti in meno all’anno.

All’interno della popolazione che decresce, aumenta la percentuale di anziani. Alcuni dati lo testimoniano in modo plastico. Nel 1861 la fascia di età più numerosa era quella compresa fra 0-4 anni, nel 2003 quella tra 34-39, nel 2050 sarà quella fra 70-74 anni.

Nel panorama di un’Europa che mediamente invecchia, l’Italia lo fa in modo più veloce così come l’Umbria e ancor più il territorio della Fascia Appenninica e dell’Alto Chiascio. Si è passati infatti dal 26% di over 65 del 2017 al 31% di oggi.

Gli anziani aumentano perché la vita si è allungata, ma anche perchè nascono sempre meno bambini. Nel 1964 i nuovi nati erano in Italia circa 1 milione, nel 2021 sono scesi intorno ai 400 mila.

L’Italia è uno dei Paesi in cui si vive più a lungo e l’Umbria è una delle prime regioni in questa speciale classifica. L’invecchiamento della popolazione infatti porta con sé un inevitabile aumento delle spese sanitarie, della previdenza e dell’assistenza. In Umbria già oggi a fronte di 4 pensionati ci sono soltanto 3 occupati.

Montesperelli ha evidenziato però che l’invecchiamento della popolazione porta anche delle note positive. Gli anziani infatti garantiscono delle entrate sicure alla famiglia attraverso le pensioni, fungendo spesso da vero ammortizzatore sociale per figli e nipoti. I prodotti e servizi a loro dedicati contribuiscono a far crescere il Pil, la loro migliore istruzione è spendibile nelle istituzioni e nel civismo e la loro miglior salute garantisce che questa fetta di popolazione sia sempre più al centro della vita politica, economica, sociale e familiare del Paese.

All’incontro hanno preso parte il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti e il presidente provinciale delle Acli di Perugia Alessandro Moretti. Ha inviato i propri saluti, non potendo essere presente all’evento, il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati.

Al termine, don Raniero Menghini, insieme ai diaconi Elvio Frigio e Giorgio Cardoni, ha celebrato una messa con l’incontro che si concluso con la cena sociale e lo scambio di auguri a cui hanno preso parte circa cinquanta persone.

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