Una Cittadella della Salute al “Calai”. Ecco cosa diventerà l’ex ospedale di Gualdo Tadino

Una Cittadella della Salute nell’ex ospedale Calai di Gualdo Tadino. Questo diventerà quello che è stato il nosocomio gualdese nel piano di valorizzazione varato ufficialmente dalla giunta regionale nella seduta di giovedì 11 gennaio e presentato alla stampa nel pomeriggio dalla presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, dal vicepresidente Roberto Morroni, dall’assessore alla sanità Luca Coletto e dal direttore generale della Usl Umbria 1 Nicola Nardella, alla presenza del sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti.

Presenti in sala i sindaci di Sigillo, Giampiero Fugnanesi, di Costacciaro, Andrea Capponi, e di Scheggia e Pascelupo, Fabio Vergari.

Nelle intenzioni dell’esecutivo regionale il Calai dovrà assicurare un’offerta di servizi sociosanitari articolata e di qualità, nell’ambito del processo di riorganizzazione del sistema sanitario umbro

La giunta, contemporaneamente, ha revocato il precedente piano del 2015 e autorizzato la Usl Umbria 1 a procedere alla realizzazione degli interventi, i quali dovranno avere anche un impatto nel rilancio socio-economico di Gualdo Tadino, recuperando in particolare quella zona della città semiabbandonata dopo la chiusura della struttura nel marzo del 2008 per favorire la nascita dell’ospedale comprensoriale di Branca, e un ruolo importante per tutta la Fascia appenninica.

Si tratta, per la cronaca, del quarto piano di recupero varato da altrettante giunte regionali dal 2008 ad oggi, ma questa volta, hanno assicurato gli amministratori regionali, c’è un’idea ben chiara del ruolo che la struttura rappresenterà nell’ambito della rete sanitaria regionale e che vede già stanziati allo scopo circa 9 milioni di euro con fondi della Asl Umbria 1 e della Regione.

Cosa diventerà il Calai lo hanno spiegato l’assessore regionale Coletto e il direttore dell’Usl 1 Nardella.

C’è grande soddisfazione per questo risultato – ha detto l’assessore Luca ColettoL’ex ospedale diventerà una vera Cittadella della Salute, garantendo una più ampia serie di servizi vicini alla popolazione: oltre alla Casa di Comunità con servizi specialistici, vi troveranno spazio un Ospedale di Comunità con due moduli da 40 posti letto, la RSA, il Sert, il 118 e verranno allestiti anche 10/12 posti letto di hospice. Il servizio di Riabilitazione Cardiologica verrà riqualificato negli ambienti e nella funzionalità, potendosi anche giovare della vicinanza dell’ospedale di Branca. In questo modo prende forma sempre di più la riorganizzazione della rete sanitaria regionale secondo il modello organizzativo che rafforza le strutture di prossimità assistenziale integrandole con le strutture ospedaliere per acuti”.  

Con la Cittadella della Salute verrà realizzato un polo sociosanitario ben individuabile dalla popolazione – ha rilevato il direttore generale della Usl Umbria 1, Nicola NardellaIl piano per il Calai è una esperienza pilota e secondo le indicazioni ricevute dalla Giunta regionale rappresenterà il modello organizzativo da replicare per le altre strutture analoghe della rete umbra. Tra le priorità espresse dall’esecutivo vi era il recupero di immobili sanitari dismessi e questo abbiamo fatto”.

Il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, si è detto soddisfatto, sottolineando come Gualdo Tadino e Gubbio siano stati i primi comuni a chiudere sedici anni fa i loro ospedali per dare vita a uno comprensoriale. “Un raro esempio anche a livello nazionale quello dato dai due comuni – ha detto – Dobbiamo dimenticare l’ospedale ‘sotto casa’ ma dare allo stesso tempo risposte di prossimità ai cittadini. La riqualificazione del Calai va in questo senso.”

Presciutti ha evidenziato che il Comune di Gualdo Tadino si è visto approvato il progetto Pnrr per l’intero recupero dell’adiacente Villa Luzi per oltre due milioni di euro (dovrà ospitare persone con disabilità rimaste sole e venti disabili adulti da 18 a 65 anni) e ha auspicato un lavoro in stretta sinergia con la Regione per mettere a sistema queste rilevanti risorse. “E’ una situazione irripetibile – ha concluso- Per questo è importante che le due istituzioni collaborino strettamente per il bene dei cittadini”.

Ho seguito passo passo il percorso che ha condotto alla costruzione e al varo del profilo del nuovo Calai – ha detto il vicepresidente della Regione, Roberto Morroni, esprimendo “soddisfazione ed entusiasmo. Oggi voglio condividere e salutare questo momento che contribuisce a riaccendere per Gualdo Tadino e la Fascia appenninica la speranza di un futuro di crescita e di sviluppo. Una tappa di arrivo e allo stesso tempo di partenza. Del recupero del Calai, un bene della città collocato in un’area strategica, si parlava da troppi anni – ha aggiunto – e abbiamo lavorato per mettere la parola fine con un piano che dà le risposte necessarie ai bisogni sociosanitari della comunità e capace anche di aprire prospettive serie di rilancio socioeconomico per tutto il territorio”.

Non abbiamo inserito il recupero del Calai nel Pnrr perchè, con i tempi stretti del piano, non avremmo potuto realizzare il progetto che avevamo per questa struttura – ha sottolineato la presidente della Regione Donatella TeseiSi tratta di un ulteriore passo in avanti nella riorganizzazione della rete sanitaria regionale: oggi abbiamo dato il via al percorso con cui ridaremo una seconda vita al Calai con un nuovo Piano con cui realizzeremo un ulteriore tassello del programma di potenziamento della sanità territoriale, rafforzando e rimodulando i servizi a misura del cittadino, rendendoli più vicini, fruibili ed efficaci. Un atto che abbiamo fortemente voluto e al quale abbiamo a lungo lavorato, reperendo le risorse che oggi ci consentono di dare il ‘la’ ad un Piano di valorizzazione che andrà a beneficio non solo di Gualdo Tadino, ma di tutta la regione”

Per quanto riguarda i tempi, Tesei ha detto di aspettarsi di vedere in tre anni i primi risultati del piano di valorizzazione.

LA SCHEDA DELLA REGIONE PER IL CALAI – Il completo recupero dell’ex ospedale “Calai” permette di centralizzare definitivamente e in modo organico, in un unico polo per il territorio gualdese e per la Fascia appenninica, integrandole fra loro, tutte le attività e i servizi territoriali, con evidenti benefici per la loro gestione e per i cittadini che potranno contare su una migliore accessibilità e fruibilità dei servizi e sul potenziamento delle attività integrate.

Il progetto supera infatti i limiti del Piano approvato nel 2015 (che prevedeva tra l’altro la demolizione di una parte importante del complesso immobiliare, la cosiddetta “stecca”), che viene revocato. La nuova proposta è adeguata alle attuali normative inerenti le attività territoriali e al mutato contesto epidemiologico che hanno determinato la necessità di nuovi spazi e strutture oltre che di specifiche professionalità.  

In sintesi nell’ex ospedale, costituito dall’edificio storico e dai successivi ampliamenti, troveranno spazio:

  • Casa di Comunità (circa mq 2.270) con l’individuazione delle seguenti aree omogenee: area delle cure primarie (medici di base, continuità assistenziale, AFT/UCA); area della specialistica (poliambulatori); area assistenza di prossimità (cure domiciliari, ambulatori infermieristici); area dei servizi generali (PUA e CUP); area materno infantile (consultorio e vaccinazioni).
  • Ospedale di Comunità (circa mq 800) costituito da 2 moduli da 20 posti letto ognuno per un totale di 40 posti letto. È previsto il trasferimento dei 12 posti letto di Ospedale di Comunità attualmente esistenti nel Presidio Ospedaliero di Gubbio-Gualdo Tadino e dei 6 posti letto di RSA presenti presso l’EASP “Baldassini” in convenzione.
  • In un altro degli ampliamenti del complesso troveranno inoltre sede 10/12 posti funzionali all’Hospice (circa mq 1.260), pensati con camere singole di dimensioni adeguate ad accogliere il care giver, locali comuni, ambulatori e palestre di fisioterapia.
  • I restanti due piani (circa mq 780) verranno riqualificati e destinati per attività residenziali, secondo le necessità del territorio.
  • Nella palazzina ambulatori e uffici amministrativi (cosiddetta palazzina a mattoncini a vista), il piano terra ((circa mq 500) è destinato al Servizio per le Dipendenze (Ser.D). Il piano primo (circa mq 300) è adibito ad uffici amministrativi. Al piano secondo (circa mq 300) ci saranno spazi polivalenti messi a disposizione delle numerose associazioni di volontariato del territorio dedite al supporto dei servizi sociosanitari.
  • Nella palazzina ambulatori (cosiddetta palazzina rosa) al piano terra (circa 480 metri quadrati), oltre alla postazione del 118, avrà sede il Centro diurno Alzheimer.
  • I piani primo e secondo (circa 920 metri quadrati) sono destinati al Servizio di Riabilitazione cardiologica, che afferisce all’U.O. Cardiologia del presidio ospedaliero di Gubbio-Gualdo Tadino, che serve un bacino di utenza regionale ed extraregionale, riqualificato negli spazi e nella funzionalità, con l’avvio anche di progetti di integrazione ospedale-territorio. Già operano in integrazione con la riabilitazione cardiologica l’Associazione “Amici del cuore” e la psicologia ospedaliera e cure palliative afferente al Distretto Alto Chiascio.
  • Analogamente, l’Associazione Nuova Assistenza Cardiopatici (ANACA) garantisce una preziosa collaborazione all’interno del Servizio. È previsto il coinvolgimento dei medici di medicina generale e l’attivazione della aggregazione funzionale territoriale (AFT), con l’assegnazione dell’infermiere di famiglia, al fine di attuare progetti di medicina di iniziativa relativa alla patologia cardiologica.
  • Il Piano di valorizzazione verrà portato avanti per stralci esecutivi dei lavori, procedendo intanto alla progettazione e al recupero dell’edificio storico e di quattro dei suoi cinque ampliamenti. Un’operazione di particolare valore che, scongiurando il degrado dell’ex ospedale dismesso nel 2008 con il trasferimento delle attività nell’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino in località Branca, lo vedrà di nuovo occupato da attività sanitarie nel rispetto delle condizioni del lascito di monsignor Calai-Marioni.  
  • La completa attuazione degli interventi previsti consentirà poi alla USL Umbria 1 di centralizzare in modo organico tutte le attività e i servizi territoriali, con significativi benefici per i cittadini, realizzando un comprensorio assistenziale, la Cittadella della Salute, in cui l’organizzazione della medicina territoriale risulta caratterizzata da una molteplicità di setting assistenziali riconducibili alla gestione del paziente con patologia cronica e/o multicronicità.
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