Per non dimenticare: a Valtopina i testimoni dell’Anei hanno incontrato gli studenti

Martedì 23 gennaio gli alunni della classe 3’D di Valtopina hanno incontrato i testimoni dell’Associazione Nazionale Ex Internati nei Lager nazisti (Anei) nell’ambito delle manifestazioni per il Giorno della Memoria.

Durante l’incontro hanno testimoniato i figli dei militari internati: Marco Terzetti, attuale Presidente dell’Anei, Giancarlo Picchiarelli, ex sindaco di Valtopina, Luigi Lavoratori dell’Anei di Perugia.

Hanno riportato la storia e gli aneddoti delle vicende vissute dai loro padri evidenziando le condizioni durissime in cui vissero nel periodo della prigionia e raccontando come riuscirono a sopravvivere e a tornare alle loro famiglie.

All’indomani della firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943, tanti militari italiani impegnati al fronte all’estero furono catturati e disarmati dai tedeschi; per loro restavano due possibilità: o combattere a fianco dei tedeschi oppure essere deportati come prigionieri nei campi di concentramento tedeschi.

Circa 650.000 giovani soldati vennero fatti prigionieri. Molti rifiutarono di tradire il Re a cui avevano prestato giuramento partendo per la guerra e pagarono con la vita la loro scelta; molti vennero fatti lavorare come schiavi nei campi tedeschi: erano i soldati dell’IMI (Internati Militari Italiani).

La loro storia non può essere dimenticata e l’Associazione Nazionale ex Internati, riconosciuta come ente morale il 2 aprile 1948, è stata costituita dai sopravvissuti reduci militari internati nei lager nazisti proprio con questo scopo.

Per l’associazione tenere viva la memoria di quanto accaduto all’indomani dell’armistizio ai soldati italiani dell’IMI non serve solo a non dimenticare, ma a non odiare e a non ripetere gli errori del passato, nonché a tenere vivi i valori della democrazia e della libertà.

Favorire una riflessione condivisa tra generazioni anche su questo delicato tema è compito non facile, ma indispensabile, contestualizzando gli eventi. Si deve porre la giusta attenzione al fine di impedire che nei nostri ragazzi e ragazze sorga un desiderio di rifiutare l’intollerabile: per un essere umano in formazione, incerto della propria identità e del futuro, è difficile accettare che il mondo che lo attende includa la possibilità di un simile orrore”, ha commentato il dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo “ Dante Alighieri” Leano Garofoletti.

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