Taglio del nastro a Gualdo Tadino per la mostra “Luciano Ventrone. Primo e ultimo atto”

È stata inaugurata lo sabato 10 febbraio a Gualdo Tadino la mostra “Luciano Ventrone – Primo e Ultimo Atto”, ospitata nella Chiesa Monumentale di San Francesco fino al 24 marzo prossimo.

L’esposizione, curata dalla Fondazione Ventrone-Gibilisco, si compone di trenta opere dell’artista scomparso nel 2021 e per la prima volta in mostra il primo dipinto realizzato dal maestro all’età di 14 anni, e l’ultimo, rimasto nel suo studio a cavalletto, privo della sua firma, al quale stava lavorando prima della sua scomparsa.  

Nella sala consiliare del municipio di Gualdo Tadino, alla presenza del sindaco Massimiliano Presciutti, del direttore del Polo Museale della città Catia Monacelli, del giornalista e manager culturale Cesare Biasini Selvaggi e di Miranda Gibilisco, presidente della Fondazione Ventrone-Gibilisco, unitamente alla retrospettiva postuma è stato presentato il “Catalogo ragionato 1956-2021”, che raccoglie i sessantacinque anni di attività del pittore romano con i vari linguaggi e stili che hanno caratterizzato il suo percorso.

Cesare Biasini Selvaggi ha ricordato l’uomo abitudinario, che amava poco muoversi ma che era molto affezionato a Gualdo Tadino, città che nel 2018 ospitò la sua mostra “Meraviglia ed Estasi”.

“Per la prima volta sono esposte la sua prima opera, che realizzò da adolescente, ispirata a una cartolina raffigurante un lago del centro Europa, e l’ultima, datata 2021, che ancora era poggiata sul cavalletto. Ma l’altra novità – ha detto il manager culturale – è la presentazione del catalogo ragionato edito dal più grande editore internazionale del settore quale è Skira”.

Biasini Selvaggi ha parlato di “autentica impresa” da parte di Miranda Gibilisco nell’averlo realizzato in tempi così brevi, contenente opere riconosciute autentiche e schedate.

Non tutta la produzione di Ventrone è ovviamente in questo catalogo – ha spiegato il giornalista che ha anticipato la realizzazione di un secondo volume – Raccoglie testi preziosi di firme prestigiose quali quelle di Federico Zeri, che scoprì Ventrone, Vittorio Sgarbi, Giorgio Soavi, Bonito Oliva, Duccio Trombadori, Angelo Crespi e altri. Luciano aveva un mercato internazionale, i suoi dipinti sono conservati in importanti collezioni pubbliche e private all’estero, ha esposto a Washington, San Pietroburgo, Singapore, Londra, New York. Questa mostra si differenzia da quella del 2018 in quanto tutte le opere non erano presenti nella precedente.” 

L’esposizione è visitabile con ingresso libero da giovedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.polomusealegualdotadino.it

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