Sabato 13 dicembre alle ore 17, presso la Mediateca del Museo Regionale dell’Emigrazione di Gualdo Tadino, si terrà l’incontro “Il sogno di Benino” sul tema del presepio. Benino è il pastore che nel presepe napoletano è raffigurato mentre dorme.
L’iniziativa nasce dalla proposta di Andrea Iaccarino, presidente dell’associazione culturale L’Arengo di Nocera Umbra e curatore dell’iniziativa, di portare a Gualdo Tadino questo convegno.
L’evento organizzato dal Gruppo Archeologico Appennino Umbro Marchigiano sezione di Gualdo Tadino (Gaaum) in collaborazione con l’associazione culturale di Nocera Umbra “L’Arengo” ed è inserito nel calendario degli appuntamenti natalizi, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino e del Polo Museale.
Nel corso del pomeriggio verrà raccontata nella prima parte la storia del presepe, come è nato e come, nel corso dei secoli, ha assunto la forma ed i valori che noi conosciamo.
Sarà evidenziato come il presepio, a partire dal Vangelo di Luca e attraverso interpretazioni e innovazioni scenografiche, abbia rappresentato per secoli il nucleo centrale della narrazione popolare della nascita di Cristo, diventando, come nel caso del presepe napoletano, un fatto di costume, di ricerca tecnica e artistica e di partecipazione popolare.
Nella seconda parte si parlerà della collocazione del presepe nel contesto della comunicazione del mondo cristiano e dei simboli in esso raccolti che si esprimono attraverso la struttura del manufatto e attraverso le scene e i personaggi che lo popolano.
“La tradizione familiare della realizzazione del presepe è un dato consolidato nell’orizzonte del mondo culturale cristiano – evidenzia Andrea Iaccarino – Si è sviluppata a partire dai primi secoli del cristianesimo e si è arricchita lungo il tempo di simboli e significati, rappresentando agli occhi dei nostri antenati un libro di storie attorno alla storia più importante, che raccontava della nascita di Cristo.
“Nel contesto contemporaneo il presepe è un dato accettato e consolidato nell’immaginario collettivo come elemento distintivo del Natale, ma il valore relativo dell’oggetto è ormai dimenticato confuso nella miriade di simboli e pulsioni che contraddistinguono queste festività”, conclude.
Con questo evento il Gaaum gualdese chiude le attività del 2025.


















