“Venite Adoremus” a Gualdo Tadino, 10 edizioni di presepe vivente ispirato quest’anno all’“Adorazione dei Magi”

A Gualdo Tadino è tutto pronto per l’edizione 2025 del presepe vivente “Venite Adoremus”, appuntamento ormai consolidato del periodo natalizio, promosso e organizzato dall’Associazione Capezza.

La rappresentazione, giunta quest’anno alla decima edizione, tornerà ad animare gli Orti dell’Istituto Bambin Gesù, in via Cesare Battisti, nelle serate del 26, 27 e 28 dicembre e del 6 gennaio, dalle 17 alle 19.30.

L’iniziativa unisce fede, tradizione, arte e valorizzazione del territorio, proponendo ogni anno una rilettura originale della Natività in chiave medievale.

La particolarità di “Venite Adoremus” è infatti quella di ispirarsi, a ogni edizione, a un capolavoro della pittura rinascimentale. Per il 2025 la scelta è caduta sull’“Adorazione dei Magi” di Domenico Veneziano, opera conservata alla Gemäldegalerie di Berlino.

Il dipinto, uno dei primi esempi di tondo giunti fino a noi come opera d’arte autonoma, fu commissionato da Piero de’ Medici nel 1438, anno in cui Domenico Veneziano scrisse da Perugia per chiedere di poter lavorare a Firenze. L’opera venne completata nel 1441 e rappresenta una tappa significativa della pittura del primo Rinascimento, elementi che vengono riletti e tradotti in forma scenica all’interno del presepe vivente gualdese.

Nato nel 2015, “Venite Adoremus” ha conosciuto negli anni un crescente successo di pubblico grazie alla cura dei dettagli e all’impegno costante dei volontari dell’Associazione Capezza. Circa 90 figuranti partecipano alla rappresentazione, contribuendo a ricreare un’atmosfera autenticamente medievale attraverso costumi, scenografie e quadri animati.

All’interno delle mura del convento rivivono arti e mestieri dell’Appennino umbro, in un percorso che accompagna i visitatori tra botteghe, scene di vita quotidiana fino ad arrivare al cuore della Natività. Un lavoro corale che, anche in questa edizione, offrirà ai visitatori non solo una rappresentazione religiosa, ma una autentica esperienza culturale che racconta anche la storia medievale, l’identità e le tradizioni del territorio.

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Redazione Gualdo News
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