A volte la memoria di una città non si ritrova nei libri, ma tra le righe di uno spartito dimenticato. È successo a Gualdo Tadino, dove una pagina di storia musicale è riaffiorata quasi per caso ritrovando finalmente il suo pubblico.
Tutto è iniziato in Sicilia, per la precisione a Trapani. Da lì è partita una mail, una richiesta apparentemente semplice, che però conteneva un piccolo mistero: un musicista, Alessandro Genovese, cercava informazioni su una marcia bandistica dal titolo “Gualdo Tadino”. Un titolo che, paradossalmente, a Gualdo nessuno ricordava. Non figurava nei repertori noti e non era mai stata eseguita.
Il destinatario di quella richiesta era il maestro Angelo Arnesano, direttore della banda cittadina. La sua reazione iniziale è stata di sorpresa, quasi di incredulità. Eppure, pochi giorni dopo, da Trapani è arrivata una parte originale dello spartito.

Da lì è iniziata una vera e propria indagine musicale che ha portato Arnesano a risalire all’autore: Giuseppe Macchiotti, musicista piemontese dei primi anni del Novecento, probabilmente legato all’Umbria attraverso i canali editoriali dell’epoca. Le sue composizioni, infatti, risultano pubblicate dalla storica casa editrice perugina Tito Belati e diverse sue opere portano il nome di città umbre.
Il brano è stato così eseguito per la prima volta davanti al pubblico di Gualdo Tadino, durante il concerto della Banda Musicale di inizio anno tenutosi il 4 gennaio scorso al Teatro Talia.
Un frammento identitario è così tornato a casa dopo oltre 120 anni. Curiosamente, mentre a Gualdo la marcia era scivolata nell’oblio, a Trapani veniva eseguita regolarmente durante le celebrazioni religiose.
Per suggellare questo ritorno, una copia dello spartito, firmata da tutti i componenti della banda, è stata consegnata al sindaco Massimiliano Presciutti dal presidente della banda, Massimiliano Garofoli. La marcia “Gualdo Tadino” quindi è entrata ufficialmente nel patrimonio della città.


















