Presciutti: “È l’ora delle scelte difficili, l’Umbria deve fare sistema con le altre regioni del centro Italia”

È un appello a scelte coraggiose, riforme vere e cooperazione tra territori quello lanciato da Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della Provincia di Perugia, in una intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria. Al centro la necessità di superare localismi e costruire una visione condivisa per lo sviluppo dell’Umbria e del Centro Italia.

Dalle infrastrutture alla sanità, passando per scuola, aree interne e coesione territoriale, Presciutti traccia una linea politica che guarda oltre i confini regionali e indica nella collaborazione tra le regioni del Centro Italia la chiave per affrontare una fase che definisce decisiva.

Nel colloquio con il quotidiano perugino, Presciutti rivendica il ruolo delle Province come enti di area vasta e di prossimità, chiamati a gestire investimenti consistenti soprattutto su scuola, viabilità e opere pubbliche, nonostante una riforma, “voluta dal centrosinistra“, sottolinea, che ne ha ridimensionato funzioni e risorse.

Presciutti guarda con favore alla proposta lanciata dal neo presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani di un patto tra istituzioni, imprese e parti sociali. “Reputo imprescindibile un confronto franco, aperto, leale: nessuno si salva da solo”, afferma. E aggiunge: “Non amo gli uomini e le donne sole al comando. Il confronto o è di merito e serrato o non è. Non abbiamo tempo da perdere: il momento è ora”.

Una visione che si riflette anche sul futuro della coalizione di centrosinistra in Umbria. Presciutti mette in guardia dall’autocompiacimento: “Guai a pensare che la nuttata sia passata”, e sottolinea come meno del 50% degli aventi diritto al voto alle urne sia un campanello d’allarme per la democrazia. La ricetta per il presidente della Provincia è dare risposte concrete ai bisogni quotidiani, riformismo coraggioso e capacità di dialogare con tutti i corpi intermedi della società.

Tra le priorità strategiche Presciutti indica il rilancio dell’Italia di mezzo. “L’Umbria da sola non andrà da nessuna parte”, avverte. Serve una visione condivisa su infrastrutture materiali e immateriali, rete ferroviaria e aeroportuale, affrontando le scelte con prospettiva di medio-lungo periodo e non in funzione delle scadenze elettorali.

Il recente patto Umbria-Toscana va in questa direzione? Per Presciutti non basta: occorre coinvolgere anche Marche, Lazio e Abruzzo per costruire una strategia comune.

Sanità e istruzione restano nodi centrali: “Serve un salto di qualità importante”, evidenzia, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e del calo demografico. Da qui l’idea di aprire una grande fase partecipativa su sanità, scuola, welfare ed economia.

Infine dalle colonne del Corriere dell’Umbria lancia un richiamo alle aree interne, le quali non possono essere salvate da una singola legge ad hoc ma da politiche strutturali sui servizi: “In queste zone vivono milioni di abitanti. Servizi e opportunità vanno garantiti a tutti, non solo a chi vive nelle città“.

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Redazione Gualdo News
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