Il Rifugio Monte Maggio sulla Valsorda è attualmente privo di una gestione ufficiale dopo il ritorno della struttura nella disponibilità della Comunanza Agraria “Appennino Gualdese”, sancito dalla sentenza n. 28 del 17 luglio 2025 del Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana.
Per molti anni il rifugio era stato gestito dalla sezione CAI di Gualdo Tadino, tanto da essere conosciuto come “Rifugio Cai”, e dopo il pronunciamento del Commissario agli Usi Civici la struttura è rientrata nella disponibilità dell’ente montano, che ha ora avviato il percorso per individuare un nuovo soggetto gestore.
La Comunanza Agraria ha infatti pubblicato una manifestazione di interesse, ma, fa sapere l’ente in una nota, le domande pervenute “non sono risultate congrue rispetto alle modalità e ai requisiti previsti dall’avviso pubblico e non hanno consentito di procedere all’affidamento della gestione”. Per questo la Comunanza ha ritenuto necessario “un ulteriore approfondimento e una revisione delle condizioni proposte”.
Oltre all’aspetto gestionale, la Comunanza fa sapere che il rifugio necessita anche di importanti lavori strutturali. Tra gli interventi ritenuti prioritari figurano il rifacimento della copertura e il risanamento di alcune criticità edilizie presenti nell’immobile.
La Comunanza Agraria ha spiegato di essere impegnata nella ricerca delle risorse economiche necessarie per poter programmare e realizzare gli interventi, indicando come obiettivo principale “la sicurezza e la piena funzionalità dell’edificio”.
Nel frattempo è stato avviato un partenariato con il Club Alpino Italiano che consentirà l’utilizzo del rifugio come punto di appoggio logistico per escursioni e attività legate alla montagna, mantenendo viva la funzione naturalistica e turistica della struttura.
“La Comunanza Agraria conferma il proprio impegno nel percorso di messa in sicurezza, recupero e valorizzazione del Rifugio di Monte Maggio”, viene evidenziato nella nota diffusa dall’ente, con l’intenzione di “restituire alla comunità un luogo sicuro, accogliente e pienamente fruibile”.















