È il Laudario lirico della Confraternita di Santa Maria dei Raccomandati il principale motivo di interesse delle Giornate FAI d’Autunno in corso a Gualdo Tadino.
Il manoscritto, per la prima volta esposto al pubblico, è al centro di un itinerario che lega la chiesa monumentale di San Francesco, quella poco distante di Santa Maria dei Raccomandati o del Gonfalone e l’Eremo di Santo Marzio, nel segno delle radici francescane della città.
Il volume, avviato nel Trecento e completato nel Quattrocento, raccoglie componimenti poetici in volgare, preghiere e testi legati alla devozione confraternale. Fra questi figura anche il Lamento di Maria, strettamente legato alla tradizione della Rappresentazione della Passione di Cristo che a Gualdo Tadino si rinnova da secoli.
A illustrarne le caratteristiche è l’antropologo culturale Gabriele Passeri, che ricorda come Ruggero Guerrieri, a cui va il merito di averlo ritrovato circa un secolo fa, lo definisse “bastardello da lauda”, vale a dire un libro destinato a molteplici usi, anche pratici e amministrativi.
Passeri richiama anche la particolarità fisica del manoscritto, più alto e stretto rispetto ai libri comuni, e la varietà dei suoi contenuti: “All’interno di questo testo, scritto in carta bambagina, troviamo pagine molto importanti: laude a Maria, preghiere per i peccatori che si trovano in Purgatorio e uno spartito musicale, uno degli esempi più importanti sul territorio nazionale”.
Fra i testi contenuti all’interno tra i più rilevanti dal punto di vista storico, Gabriele Passeri indica proprio la lauda mariana, una drammatizzazione della Passione di Cristo.
La scelta di esporre il Laudario nella chiesa di Santa Maria dei Raccomandati risponde anche alla volontà di riportarlo nel luogo nel quale venne prodotto oltre sei secoli fa.
Il documento ha inoltre una storia recente segnata dal trafugamento del 2015, quando venne sottratto insieme allo Statuto della Legazione Autonoma di Gualdo, per poi essere recuperato integro dai Carabinieri.
“Si tratta di un componimento importantissimo a livello nazionale, perché sono pochissimi gli esemplari che ancora oggi si conservano in questo modo – commenta l’assessore alla Cultura Gabriele Bazzucchi circa il valore dell’iniziativa – Per la possibilità di mostrarlo al pubblico va un ringraziamento agli uffici comunali, alla Soprintendenza e al Ministero della Cultura, anche per il lavoro quotidiano volto a tutelare questo patrimonio”.
Il presidente di FAI Umbria Raffaele De Lutio ha scelto Gualdo Tadino come prima tappa del proprio giro: “Ho voluto iniziare da Gualdo proprio per l’importanza di questo documento e di questo testo che viene esposto”.
De Lutio ha richiamato inoltre il ruolo dei giovani e della scuola nel lavoro di conoscenza e valorizzazione del patrimonio, mentre la capogruppo FAI di Gualdo Tadino Maria Grazia Sabbatini ha sottolineato il compito dell’associazione: “Il FAI ha proprio la missione di far conoscere questi luoghi poco aperti e questi tesori nascosti che ci riportano alle nostre radici”.
Il percorso delle Giornate FAI prende avvio dal punto informativo in Piazza Martiri della Libertà. I visitatori vengono accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “Raffaele Casimiri”, che guidano il pubblico alla scoperta della chiesa di San Francesco, consacrata nel 1315, e successivamente di Santa Maria dei Raccomandati, dove è custodito ed esposto il manoscritto.
“I ragazzi sono molto partecipativi e molto coinvolti: mi pare un ottimo strumento per avvicinarli alla sensibilità e alla cultura artistica locale”, commenta la docente Erica Ercolanoni, evidenziando che questa esperienza rappresenta una importante occasione per avvicinare i ragazzi al patrimonio del territorio.
Il programma comprende anche la passeggiata “Sulla via di Francesco” verso l’Eremo di Santo Marzio, inserita nel percorso dedicato alle testimonianze francescane del territorio gualdese.















