Salvare i bambini da una precoce dipendenza dagli strumenti digitali, tramite una proficua collaborazione fra famiglie ed enti educativi del territorio, educarli ad un uso consapevole, trovare loro delle valide alternative che li portino ad un utilizzo migliore del tempo libero, impedendo le pesanti ripercussioni dell’uso incontrollato di smartphone e tablet sui processi di apprendimento.
Con queste primarie finalità è partito anche a Gualdo Tadino l’iter del Tavolo per il Patto educativo digitale.
Nella prima riunione, che si è tenuta venerdì 16 ottobre presso il Teatro don Bosco, si sono ritrovati i rappresentanti di Comune, istituti scolastici, parrocchie, enti e associazioni interessati alla questione educativa, a cominciare da Educare alla Vita Buona che ha ospitato l’incontro.
Il confronto è ruotato sulla definizione del cronoprogramma e le modalità operative per mettere a terra la scelta di redigere e sottoscrivere i Patti Digitali nel territorio gualdese, aderendo alla proposta, su scala nazionale, della Fondazione Patti Digitali (www.patidigitali.it).

“È di tutta evidenza, anche scientifica, infatti, che l’ultima generazione di adolescenti, cioè i ragazzi e le ragazze nate dopo il 2005-2006, avendo avuto accesso a smartphone e social media in età infantile, stia mostrando grossi problemi nel percorso scolastico e universitario, incappando ad esempio in difficoltà di concentrazione, problemi del sonno, dipendenza e uso compulsivo dei dispositivi, ansia, depressione, isolamento“, sottolinea Educare alla Vita Buona.
Come già fatto dal Comune di Gualdo Tadino, anche gli istituti scolastici aderiranno formalmente ai Patti Digitali attraverso il portale, comunicando ai genitori questa scelta e le sue motivazioni.
Per questo anno scolastico si vuole iniziare dalla fascia dei bambini e bambine da 3 a 10 anni di età che rientrano nella scuola di infanzia e primaria, mettendo a punto il testo del Patto e proponendo alle famiglie di sottoscriverlo durante la prima settimana di dicembre.
Accanto ad alcuni “no”, relativi all’uso dei dispositivi digitali e delle piattaforme social, i promotori si impegneranno a moltiplicare nel nostro territorio le proposte di lettura, sport, animazione del tempo libero, laboratori artistici, escursioni, ecc., così da sostituire il tempo passato a scrollare il cellulare con attività più costruttive e formative.
In questi ultimi anni sono state migliaia le adesioni ai Patti Digitali, provenienti da ben 17 regioni, ma l’Umbria è ancora totalmente assente. La comunità educante gualdese fungerà dunque da apripista in Umbria, auspicando che altri gruppi di genitori, scuole e Comuni della regione intraprendano la stessa strada.
Il prossimo appuntamento, aperto a tutti, sarà sabato 24 ottobre dalle 10 alle 12 presso la sala conferenze del P-TREE in Viale don Bosco, 50 a Gualdo Tadino, nel corso del quale è previsto un collegamento con il Meeting Nazionale dei Patti Digitali di Milano dal quale arriveranno indicazioni utili per la formulazione del testo dei Patti e degli impegni da proporre alle famiglie, con un adattamento alle specificità del territorio appenninico.
L’elaborazione del testo avverrà durante il mese di novembre, seguendo i principi ispiratori dell’educazione digitale di comunità, proposti dalla Fondazione Patti Digitali, tra cui:
1. DECIDERE INSIEME IL MOMENTO in cui i bambini fanno esperienza di specifiche pratiche digitali, quali contenuti sono adatti per la loro età e quali strumenti consegnare (ad esempio l’età di arrivo dello smartphone personale connesso in rete, preferibilmente non prima della fine della seconda media);
2. PARTECIPARE CON I FIGLI A MOMENTI DI EDUCAZIONE DIGITALE, coinvolgendo esperti con competenze diverse ovviamente partendo dalle proposte e dai bisogni che esprime ciascuno dei gruppi promotori, a livello locale.
3. REGOLARE l’UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DIGITALI, decidendo i luoghi (niente schermi a tavola, in camera da letto, nelle uscite con la famiglia), i tempi (momenti della giornata in cui si usano gli schermi, e un tempo massimo dopo il quale si spegne), i contenuti (rispettare lo standard PEGI e le indicazioni di età sia dei programmi sia dei social media);
4. PROMUOVERE UN UTILIZZO CREATIVO E CONDIVISO utilizzando le potenzialità degli strumenti digitali non solo per fruire passivamente dei contenuti, ma per crearli insieme ai nostri figli, imparando insieme e anche divertendosi.
5. DECIDERE INSIEME ALCUNI IMPEGNI CHE I GENITORI SI DEVONO ASSUMERE riguardo all’utilizzo dello smartphone, dal momento che un approccio più sano alla tecnologia è una questione che interessa l’intera famiglia e dunque anche i genitori devono fare la loro parte.















