Gualdo Tadino avvia il cantiere dei Patti Digitali: scuola, famiglie e associazioni al lavoro

Il percorso a Gualdo Tadino per redigere e sottoscrivere i Patti Digitali entra nella fase operativa. Dopo la prima riunione di coordinamento del 16 ottobre, sabato scorso un gruppo di insegnanti dell’Istituto Comprensivo, educatori e rappresentanti delle associazioni si sono ritrovati nella sala conferenze P-Tree per seguire il Meeting Nazionale dei Patti Digitali organizzato all’Università Bicocca di Milano.

A guidare l’incontro sono stati Giovanni Carlotti, coordinatore del percorso, e Angela Codignoni, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Gualdo Tadino-Casacastalda, alla presenza dell’assessore comunale alla Scuola Gabriele Bazzucchi.

L’appuntamento ha rappresentato la seconda tappa del progetto avviato dalla comunità educante gualdese per costruire regole condivise sull’uso degli strumenti digitali da parte dei più piccoli, coinvolgendo famiglie, scuole, istituzioni e realtà educative del territorio.

“Ci siamo collegati qui da Gualdo Tadino al Meeting nazionale dei Patti Digitali perché in questo territorio abbiamo avviato quello che abbiamo chiamato il cantiere dei Patti Digitali – ha spiegato Giovanni Carlotti – Insieme alle scuole, al Comune, alle associazioni e agli enti del territorio aderiamo a questo percorso che coinvolge tanti gruppi, Comuni e scuole su scala nazionale per affrontare il problema dell’esposizione precoce e prolungata di bambini e bambine ai dispositivi digitali e ai social”.

Dal Meeting di Milano è emersa anche la diffusione raggiunta dall’iniziativa a livello nazionale: sono 287 i Patti Digitali già costituiti, con 32.315 genitori firmatari e 17 regioni coinvolte. L’Umbria, insieme ad altre tre regioni, non ne conta ancora nessuno. Il percorso avviato a Gualdo Tadino sarà quindi il primo in questo ambito.

Carlotti ha insistito soprattutto sulla necessità che eventuali regole sull’età di accesso agli smartphone siano accompagnate dal coinvolgimento delle famiglie e della scuola. “Se dal basso le famiglie e gli insegnanti non collaborano e non capiscono l’importanza di questo per favorire una crescita equilibrata e sana dei propri bambini, tutti i provvedimenti dall’alto sarebbero vani”.

Un ruolo centrale sarà svolto proprio dall’Istituto Comprensivo. La dirigente scolastica Angela Codignoni ha sottolineato come l’iniziativa si inserisce nel rapporto già costruito negli anni tra scuola e famiglie.

“La scuola chiaramente non può essere assente a questa chiamata ed è una promotrice attiva, perché da sempre abbiamo impostato l’azione educativa su una stretta collaborazione scuola-famiglia – ha spiegato – L’importanza della spinta dal basso rispetto a certe iniziative è fondamentale: è dalla condivisione di tutti che nascono le grandi idee, ma soprattutto le grandi idee possono essere messe a terra”.

La mattinata ha consentito di conoscere le esperienze già sviluppate in altre parti d’Italia e di approfondire il ruolo delle alleanze educative nell’affrontare insieme le sfide del digitale, sempre più rilevanti anche per la salute pubblica. Il confronto ha riguardato l’utilizzo degli smartphone, dei social e le nuove questioni poste dall’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle competenze necessarie ai genitori e al coinvolgimento diretto dei ragazzi nelle decisioni che li riguardano.

Il cronoprogramma del percorso gualdese prevede ora tre mesi di approfondimento e sensibilizzazione, grazie anche alla definizione di una commissione di coordinamento che si metterà subito al lavoro.

Il progetto gualdese partirà dalla fascia di età compresa tra i 3 e i 10 anni, quindi dai bambini della scuola dell’infanzia e della primaria.

Angela Codignoni ha richiamato anche la necessità di distinguere l’utilizzo didattico delle tecnologie dall’accesso autonomo e precoce ai dispositivi: “Il dispositivo digitale è uno strumento didattico per noi, ma non può essere uno strumento che viene dato precocemente ai bambini o ai ragazzini senza la guida di un adulto”.

L’obiettivo, ha aggiunto, è fare in modo che “scuola e famiglia insieme siano intelligentemente a supporto dell’adolescenza e dell’infanzia per vivere questo momento epocale di uso diffuso dei dispositivi, nel quale sicuramente i bambini non possono e non devono essere lasciati soli”.

La sottoscrizione, inizialmente ipotizzata per dicembre, è stata spostata a febbraio. Il tempo in più servirà anche per sviluppare l’altro versante dell’iniziativa. L’obiettivo, infatti, è anche quello di costruire parallelamente alternative al tempo trascorso davanti agli schermi.

Tra le possibilità sulle quali il territorio sarà chiamato a lavorare ci sono attività di lettura, sport, animazione del tempo libero, laboratori artistici ed escursioni in modo da sostituire il tempo passato a scrollare il cellulare con momenti più costruttivi e formativi.

Il percorso nasce dalla scelta di affrontare l’educazione digitale come una responsabilità condivisa, evitando che ogni famiglia debba gestire da sola questioni come l’età del primo smartphone, i tempi di utilizzo dei dispositivi e l’accesso alle piattaforme.

Articolo precedenteAl Premio Castello riconoscimento a Luca Fazi per un racconto su Gualdo Tadino
Redazione Gualdo News
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.