La crisi della Saxa Gualdo riporta al centro del dibattito il futuro industriale della Fascia Appenninica e la gestione delle aziende in difficoltà.
Dopo le vicende dell’ex Antonio Merloni, Luciano Recchioni, storico delegato Cgil della Merloni e oggi collaboratore volontario della Uilm-Uil, propone di rivedere i criteri di composizione degli organi incaricati di gestire le crisi aziendali, prevedendo la presenza di esperti del settore produttivo interessato.
Secondo il sindacalista gualdese, infatti, la gestione delle procedure di liquidazione rischia di privilegiare la vendita dei beni rispetto alla ricerca di soluzioni per mantenere in vita le attività produttive. Una questione che, nel territorio eugubino-gualdese, assume un peso particolare dopo le crisi industriali degli ultimi vent’anni.
Recchioni parte dalla vicenda Saxa, azienda ceramica di Gualdo Tadino in liquidazione giudiziale, i cui 83 dipendenti hanno dovuto attendere per mesi lo sblocco della cassa integrazione straordinaria. Il decreto ministeriale è stato firmato nei giorni scorsi, ma resta da completare la procedura per l’effettiva erogazione delle indennità.
“Ancora una volta i lavoratori, a causa di dettagli burocratici e forse di qualche negligenza, sono costretti a vivere giorni di forte ansia e preoccupazione, aspetti che agli enti gestionali sembrano importare ben poco”, osserva Recchioni, auspicando che non emergano ulteriori ostacoli al pagamento delle somme spettanti agli ex dipendenti Tagina.
Ma l’analisi del sindacalista va oltre l’emergenza degli ammortizzatori sociali. Il problema principale, a suo giudizio, riguarda ciò che accade quando i tentativi di rilancio o di vendita di un’azienda non producono risultati e si arriva alla liquidazione.
Recchioni individua una delle criticità nella composizione degli organi chiamati a gestire queste procedure, nei quali, secondo la sua valutazione, prevalgono professionalità giuridiche e contabili.
“Oggi i commissari liquidatori nominati dal Governo sono quasi esclusivamente avvocati e commercialisti – sostiene il sindacalista – Con questo tipo di impostazione, l’unica soluzione che ne scaturisce è la quantificazione dei beni e la loro vendita al miglior offerente sul mercato. Ma per salvare il tessuto industriale serve altro”.
Da qui la proposta di affiancare alle competenze amministrative e legali figure tecniche con esperienza diretta nel comparto industriale dell’azienda in crisi. Professionisti che possano valutare le condizioni degli impianti, le potenzialità produttive, gli sbocchi commerciali e l’eventuale possibilità di una ripartenza, anche attraverso un ridimensionamento dell’attività.
“Una figura tecnica con esperienza di campo può valutare se l’azienda sia in grado di restare sul mercato, magari ridimensionata, ma comunque capace di continuare a produrre, innovare e tornare a crescere nel tempo”, spiega Recchioni.
Il sindacalista richiama l’esperienza dell’ex Antonio Merloni, dove il susseguirsi di procedure, accordi e tentativi di cessione non è riuscito a scongiurare le pesanti conseguenze occupazionali e produttive per il territorio. Una vicenda che mostra quanto sia difficile recuperare capacità industriale una volta interrotta l’attività degli stabilimenti.
La proposta di Recchioni è rivolta alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali e regionali, chiamate a suo giudizio a sostenere una modifica delle procedure che consenta di valutare maggiormente le prospettive industriali prima di procedere alla dismissione dei beni.
“Certo, inserire un tecnico del settore non sarà la bacchetta magica che risolverà ogni crisi – conclude – ma garantirebbe una reale credibilità e fornirebbe indicazioni concrete sugli sviluppi possibili delle vertenze, forte di una conoscenza diretta e profonda delle dinamiche produttive”.
Intanto, sul fronte delle vertenze produttive del territorio, giovedì 5 novembre alle ore 10, nella sala consiliare del Comune di Gualdo Tadino, Ecoinerti presenterà in conferenza stampa il progetto di recupero e riqualificazione ambientale dell’area di Pian delle Quaglie, sul versante montano sopra il cimitero cittadino.
L’azienda illustrerà gli interventi già realizzati nell’ambito del progetto autorizzato dalla Regione Umbria nel 2010 e la fase conclusiva prevista nell’area della cava Vagli e Bombetta.
Il confronto riguarderà anche le possibili forme di collaborazione con la Comunanza Agraria Appennino Gualdese, la valorizzazione della proprietà collettiva e le ricadute economiche e occupazionali dell’intervento. La vertenza riguarda infatti anche il futuro dei 18 lavoratori di Ecoinerti.
Alla conferenza stampa interverranno l’amministratrice unica di Ecoinerti Giulia Mancini, il consulente tecnico Nando Ferranti, il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti e quello della Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini.
