Per vedere una parte, soltanto una parte, dell’ex ospedale Calai nuovamente utilizzata passeranno non pochi anni. I tempi amministrativi sono stati illustrati dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante il Question Time di giovedì 5 novembre.
La presidente, rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri di Forza Italia Andrea Romizi e Laura Pernazza, ha confermato il finanziamento di 9 milioni e 81mila euro per il primo stralcio del recupero, chiarendo che “la progettazione complessiva della riqualificazione dell’intero compendio dell’ex ospedale Calai è compatibile con la programmazione a stralci, fatto salvo il reperimento delle risorse necessarie”
L’iter procedurale previsto dall’accordo di programma sottoscritto lo scorso febbraio comunque è piuttosto lungo, anche se la Regione, in accordo con il Comune di Gualdo Tadino, cercherà di ridurlo.
Partiamo dai numeri ufficiali: la USL Umbria 1 avrà tempo fino al 18 giugno 2028 per presentare il progetto esecutivo alla Regione, che disporrà poi di altri due mesi per completare l’istruttoria e richiedere l’autorizzazione al Ministero della Salute.
Una volta emanato il decreto ministeriale, per il quale non è stata indicata una scadenza, decorreranno ulteriori 18 mesi per espletare la gara e affidare i lavori, che a loro volta avranno i loro tempi di attivazione ed esecuzione.
In pratica, utilizzando tutti i termini disponibili e ipotizzando che il Ministero rilasci l’autorizzazione nella seconda metà del 2028, l‘affidamento potrebbe arrivare nel 2030. Soltanto successivamente si aprirebbe il cantiere.
Va sottolineato però che si tratta delle scadenze massime previste dalle procedure, non necessariamente di quelle effettive. Proietti ha infatti dichiarato che Regione e Comune di Gualdo Tadino intendono “essere il più veloci possibile, quindi anche precorrere i tempi massimi previsti”.
Un altro aspetto da chiarire riguarda l’estensione dell’intervento. I 9 milioni disponibili interessano circa 5mila metri quadrati, corrispondenti ai blocchi 1, 2, 3, 4 e 4 bis. Per il recupero delle restanti parti del Calai occorreranno altri finanziamenti, al momento non quantificati nella risposta della Regione.
Proietti ha spiegato che la progettazione dell’intero complesso è compatibile con la realizzazione per stralci, precisando però che resta subordinata al reperimento delle risorse necessarie.
Per i successivi interventi “la copertura finanziaria è garantita dall’accordo di programma“, ha affermato la presidente della Regione secondo cui “le necessarie risorse potrebbero essere reperite anche mediante sottoscrizione del nuovo accordo di programma” quando il Ministero della Salute renderà disponibili ulteriori fondi, oppure di individuare altri canali di finanziamento.
Dalla risposta all’interrogazione è emerso inoltre che lo scorso ottobre la USL Umbria 1 ha proposto un aggiornamento della programmazione sanitaria prevedendo che l’ex ospedale venga destinato a polo per la residenzialità degli anziani non autosufficienti. Questa proposta è ora al vaglio della Direzione regionale Salute e Welfare, che sta valutandone la fattibilità.
Nella replica, Romizi ha insistito sulla necessità di avviare il primo intervento senza attendere la disponibilità di tutte le risorse per il recupero complessivo. “Si parta quindi con i lavori cercando contestualmente le risorse mancanti”, ha affermato il consigliere, che ha anticipato di voler tornare sull’argomento “per capire l’evolversi della situazione“.
C’è infine una considerazione che deriva dalle stesse scadenze. Il percorso di recupero dell’ex Calai attraverserà inevitabilmente più mandati istituzionali: nel 2027 sono previste le elezioni politiche nazionali e nel 2029 quelle regionali e comunali.
Il completamento dell’intervento dipenderà quindi anche dalla continuità degli impegni assunti dalle amministrazioni che si succederanno, oltre che dalla disponibilità dei nuovi finanziamenti.
Nel frattempo l’ex ospedale è chiuso da marzo 2008 e il trascorrere del tempo contribuisce al progressivo deterioramento di una struttura che attende da oltre 18 anni una nuova destinazione.
