I ragazzi del ’99 della Fascia, nel libro di Passeri e Guidubaldi 583 storie di giovani partiti per la Grande Guerra

583 giovani nati nel 1899, provenienti da sette comuni della Fascia Appenninica, chiamati alle armi durante la Prima guerra mondiale.

Le loro vicende, ricostruite attraverso documenti militari e fonti d’archivio, sono raccontate nel libro “La guerra della classe 1899. Biografie e percorsi militari dei soldati dell’Appennino umbro nella Grande Guerra”, scritto da Fabio Passeri e Mauro Guidubaldi e pubblicato dalla casa editrice Le Colibrì.

Il volume è il risultato di un’approfondita ricerca storica dedicata ai cosiddetti ragazzi del ’99 del territorio compreso nei comuni di Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro e Scheggia e Pascelupo.

Uno studio che ricostruisce le esperienze individuali di una generazione chiamata a combattere quando aveva appena raggiunto la maggiore età, seguendone le vicende anche negli anni successivi alla conclusione del conflitto.

I ragazzi del ’99 furono chiamati alle armi nel 1917, quando molti di loro non avevano ancora compiuto diciotto anni. Dopo un periodo di addestramento, i primi contingenti raggiunsero il fronte nel novembre dello stesso anno, nei giorni successivi alla disfatta di Caporetto.

Il loro arrivo contribuì a ricostituire i reparti dell’esercito italiano, impegnati nella difesa delle nuove linee sul Piave e sul Monte Grappa. Molti di quei giovanissimi soldati presero successivamente parte alle operazioni militari del 1918, fino alla battaglia di Vittorio Veneto.

Il libro di Passeri e Guidubaldi affronta questa pagina della storia nazionale partendo da una prospettiva territoriale: chi erano quei ragazzi, da quali famiglie provenivano, dove furono inviati e quale fu il loro destino?

Per rispondere, gli autori hanno esaminato 583 fogli matricolari, incrociandone le informazioni con i Riassunti Storici di Brigata del Regio Esercito e altre fonti archivistiche.

La ricerca segue il percorso dei militari dalla vita civile all’addestramento nei battaglioni di Milizia Territoriale, fino all’invio al fronte, avvenuto a partire dal giugno 1917. Di ciascuno viene ricostruita, per quanto consentito dalla documentazione disponibile, la destinazione ai reparti, la partecipazione alle operazioni militari e l’eventuale coinvolgimento negli episodi più rilevanti del conflitto.

Ne emerge una storia che collega le grandi battaglie della Prima guerra mondiale alle vicende personali dei giovani partiti dai comuni della Fascia. Con La guerra della classe 1899, Fabio Passeri e Mauro Guidubaldi riportano alla luce centinaia di vicende individuali che rischiavano di rimanere confinate nei documenti degli archivi militari.

Uno degli aspetti della ricerca è l’attenzione riservata a quanto accadde dopo il 1918. Il volume segue infatti le vicende dei militari anche negli anni del dopoguerra, ricostruendo i percorsi di chi tornò nei propri paesi e di chi, invece, intraprese la strada dell’emigrazione.

La documentazione esaminata permette di seguire alcuni di questi giovani fino alle destinazioni raggiunte durante gli anni Venti e Trenta, tra cui Francia, Svizzera, Germania, Stati Uniti e Argentina.

L’indagine si estende inoltre alla Seconda guerra mondiale, quando alcuni degli appartenenti alla classe 1899 furono nuovamente chiamati alle armi. Il libro documenta anche le vicende di chi fu coinvolto nella cattura e nell’internamento dei militari italiani dopo l’armistizio del settembre 1943.

La storia dei ragazzi del ’99 diventa così anche una storia delle trasformazioni sociali ed economiche del territorio, dell’emigrazione e delle conseguenze che i due conflitti mondiali ebbero sulle vite di un’intera generazione.

Gli autori hanno alle spalle percorsi differenti, accomunati dall’interesse per la ricerca storica.

Mauro Guidubaldi, gualdese, si occupa da anni di storia e memoria locale. È stato tra i fondatori e presidente dell’Associazione Archeo-Rasina di Gualdo Tadino ed è coautore con Fabbrizio Bicchielli del volume Gualdo Grande Guerra. Partecipa inoltre al progetto Pietre d’Inciampo, dedicato alla ricostruzione delle vicende del territorio e alla loro memoria.

Fabio Passeri, nato a Gualdo Tadino e residente a Gubbio, ha conseguito la laurea magistrale in Relazioni Internazionali e un master di secondo livello in Geopolitica all’Università La Sapienza di Roma. La sua attività di ricerca riguarda in particolare la storia delle formazioni militari e l’approfondimento delle testimonianze del passato.

La presentazione del volume è affidata a Christian Satto, ricercatore sulla storia italiana dell’Ottocento, con particolare attenzione alle classi dirigenti e alla storia della storiografia, presso l’Università per Stranieri di Siena dove insegna anche Storia delle relazioni internazionali e Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo.

Pubblicato da

Redazione Gualdo News

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