Inaugurata la mostra GIGANTI a San Francesco, il grande formato conquista Gualdo Tadino

Gualdo Tadino si conferma punto di riferimento nel panorama espositivo nazionale con l’apertura di “GIGANTI“, mostra che fino al 16 novembre è visitabile nella chiesa monumentale di San Francesco.

Il progetto, promosso dal Polo Museale di Gualdo Tadino con il patrocinio del Comune, presenta una selezione di opere di grande formato che ridefiniscono il rapporto tra osservatore e superficie pittorica.

L’inaugurazione, tenutasi sabato 9 agosto presso la Sala Consiliare del municipio, ha visto la partecipazione del curatore Cesare Biasini Selvaggi e del collezionista Antonio Menon, fondatore della Fondazione THE BANK ETS di Bassano del Grappa, realtà dedicata alla promozione dei talenti artistici contemporanei.

È la seconda esposizione della Fondazione a Gualdo Tadino – ha sottolineato Cesare Biasini Selvaggiuna mostra preziosa con artisti in cui si uniscono il linguaggio della pittura con il fumetto, il videogioco e il 3D”.

Il titolo “GIGANTI” non è meramente descrittivo: rimanda tanto alla scala monumentale delle opere quanto alla caratura artistica degli interpreti. Ruth Beraha, Chiara Calore, Emanuele Giuffrida, Federico Guida, Andrea Mastrovito, Nicola Verlato, Pete Wheeler, Santiago Ydáñez, Fulvio Di Piazza e Ariel Cabrera Montejo costituiscono un pantheon della pittura figurativa contemporanea che attraversa generazioni e geografie artistiche diverse.

Non sono opere ‘rassicuranti’, perché la vera arte così deve essere“, ha precisato il curatore durante la presentazione. “È una mostra politica e politicamente scorretta, che ci parla di fragilità che significa capacità di resistenza”.

Le opere selezionate affrontano tematiche di stringente attualità: dalla perdita dell’individualità nelle masse aggressive di Beraha alle riflessioni sul denaro e il potere di Mastrovito, dalle mitologie del presente di Verlato alla drammaticità metafisica di Guida. Un percorso narrativo che si sviluppa attraverso le complesse narrazioni storiche di Montejo, i mondi inquietanti di Calore, il disagio esistenziale di Giuffrida, le metamorfosi visionarie di Di Piazza, le dissonanze ironiche di Wheeler e le tensioni emotive del corpo esplorate da Ydáñez.

Antonio Menon, collezionista e mecenate che ha dato vita alla Fondazione The Bank, ha evidenziato come “un’opera gigante è una grande sfida per gli artisti. Osservare un’opera di grandi dimensioni fa entrare nell’intimo dell’artista”. La sua fondazione rappresenta un modello virtuoso di sostegno all’arte contemporanea, particolare attenzione rivolta ai talenti emergenti e alla loro crescita professionale.

Torniamo volentieri a Gualdo Tadino – ha dichiarato Menon – una città che ha una fortuna enorme nell’avere Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale”. Il riconoscimento sottolinea la qualità del lavoro di programmazione culturale che ha trasformato Gualdo Tadino in punto di riferimento per l’arte.

Il sindaco Massimiliano Presciutti ha inquadrato l’iniziativa nella strategia culturale più ampia della città: “Gualdo Tadino si conferma di grande attrattività per gli eventi artistici che proponiamo, grazie anche ai contenitori di cui la città dispone”.

Il primo cittadino ha ringraziato la Fondazione The Bank “per la stima nei nostri confronti per aver proposto a Gualdo Tadino una mostra oggettivamente impegnativa”, rivendicando quella sana incoscienza che guida le scelte culturali dell’amministrazione.

La collaborazione con Cesare Biasini Selvaggi, “figura di assoluto rilievo nel mondo dell’arte che lavora in tutto il mondo”, conferma l’ambizione di Gualdo Tadino di posizionarsi in un circuito espositivo importante, sfruttando le potenzialità dei propri spazi museali.

Come sottolinea il curatore, “questa esposizione non è solo una rassegna di opere, ma un’esperienza viscerale che sfida le percezioni e ridefinisce il rapporto tra l’osservatore e la tela”. In un’epoca dominata dall’immagine digitale frammentata, questi “giganti” pittorici offrono una pausa contemplativa che richiede presenza fisica e dilatazione dello sguardo.

La chiesa di San Francesco, con la sua architettura e la sua storia secolare, diventa contenitore ideale per opere che necessitano di spazio fisico e mentale per dispiegare la propria forza comunicativa. “Ogni opera, con le sue dimensioni imponenti, diventa un ambiente a sé stante, un paesaggio emotivo o concettuale in cui perdersi”, prosegue Biasini Selvaggi.

“L’ampiezza della superficie permette agli artisti di esplorare nuove scale narrative, di esprimere gesti pittorici audaci e di generare dettagli che si rivelano solo a un’attenta osservazione ravvicinata”, spiega il curatore.

In questo senso, “GIGANTI” si configura come un mezzo per elaborare emozioni, confrontarsi con visioni diverse e, in definitiva, trovare un momento di riflessione e di pacificazione interiore. Un’esperienza che, nelle parole del curatore, “celebra la capacità della pittura di riscrivere mondi, grandi mondi alternativi”.

La mostra rimarrà aperta fino al 16 novembre, offrendo al pubblico nazionale e internazionale l’opportunità di confrontarsi con una selezione di opere che ridefiniscono i parametri della pittura figurativa contemporanea.

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Redazione Gualdo News
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