“Sacralia”, a Gubbio la mostra di Lucia Angeloni e Maurizio Tittarelli Rubboli

Dal 19 al 27 settembre 2026 la mostra “Sacralia” riunirà a Gubbio le opere di Lucia Angeloni e Maurizio Tittarelli Rubboli in un doppio percorso espositivo dedicato al rapporto tra ceramica, simbolo e dimensione spirituale.

L’iniziativa sarà ospitata nella chiesa di San Giuliano, in piazza del Bargello, con una seconda sede al Park Hotel ai Cappuccini, e verrà inaugurata sabato 19 settembre alle 11.

La mostra è promossa dalla Diocesi di Gubbio con la supervisione di Elisa Polidori, in collaborazione con l’associazione culturale La Medusa nell’ambito del progetto Ars Sacra. La parte scientifica è curata dalla storica dell’arte Marinella Caputo, mentre gli allestimenti sono affidati all’architetto Nello Teodori.

A differenza del termine sacra che si riferisce alle cose sacre con un significato più generale, il titolo rimanda agli strumenti materiali del rituale, adattandosi in tal modo a un evento artistico ospitato nella chiesa di San Giuliano. Una scelta che orienta il percorso espositivo verso il rapporto tra materia, forma e significato simbolico, con le opere dei due artisti che si confronteranno con lo spazio della chiesa e con il tema della sacralità.

Lucia Angeloni sviluppa la propria ricerca attraverso tecniche e soluzioni formali differenti, mettendo in relazione componente scultorea e colore. Il suo lavoro sul sacro nasce da una rilettura personale di elementi appartenenti all’iconografia religiosa e mitologica.

Tra le opere in mostra figura Il Dono di Asclepio, pannello circolare che richiama il dio greco della medicina e gli ex voto anatomici offerti nei suoi santuari. Nella parte centrale compaiono due occhi, elemento che rimanda anche all’iconografia di Santa Lucia, protettrice della vista. In Selene, invece, la figura mitologica legata alla Luna viene interpretata attraverso il contrasto tra le gradazioni dell’oro e il nero intenso.

Nella ricerca di Lucia Angeloni resta centrale anche il rapporto tra arte e artigianato, con l’utilizzo di forme tradizionali della ceramica, come piatti, ciotole e vasi, trasformate in oggetti dal valore simbolico.

Maurizio Tittarelli Rubboli lavora invece sulla maiolica a lustro, reinterpretandone tecniche e possibilità espressive. Le sue opere affrontano il tema del sacro in una prospettiva che supera i singoli riferimenti religiosi per indagare una dimensione più ampia della spiritualità umana.

Tra i lavori presentati figura Il Sole il Muro il Mare, installazione composta da sei ciotole e un piatto collocati su un tappeto. Il titolo riprende un verso della poetessa portoghese Sophia de Mello Breyner Andresen, il cui lavoro ha rappresentato un riferimento per l’artista.

Un altro nucleo è rappresentato da Elephas Portans Mundum, installazione composta da un vaso ovoidale con protomi elefantine, disposto sopra uno specchio frantumato, attorno al quale sono collocati quattordici piccoli elefanti. La figura dell’elefante richiama qui i temi della forza e della saggezza.

Maurizio Tittarelli Rubboli è pronipote di Paolo Rubboli, fondatore della storica manifattura che a Gualdo Tadino reintrodusse la tecnica dei lustri oro e rubino di tradizione mastrogiorgesca. Ancora oggi utilizza gli antichi forni ottocenteschi a muffola, con cotture a terzo fuoco alimentate da legna e ginestra secca, secondo una tecnica che trova riferimento nel trattato cinquecentesco di Cipriano Piccolpasso.

Alla pratica tradizionale ha affiancato anche la sperimentazione del lustro in vernice, sviluppato attraverso le ricette familiari e utilizzato per ampliare la libertà creativa.

La mostra è patrocinata da Comune di Gubbio, Comune di Gualdo Tadino, La Strada della Ceramica in Umbria, AiCC e Associazione Maggio Eugubino.

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Redazione Gualdo News
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