Un sabato lungo, pieno, quasi senza pause, ha consegnato i Giochi de le Porte alla loro giornata più attesa.
Ieri Gualdo Tadino ha vissuto il volto internazionale della Festa, le prove dei tiratori e dei balestrieri, poi in serata il grande corteo storico con oltre 1.200 figuranti. Oggi, domenica, arriva il momento in cui tutto si stringe attorno alla gara, al somaro e al Palio.
La giornata di ieri si era aperta alla Rocca Flea, nella Sala della Città, con la cerimonia ufficiale di accoglienza delle delegazioni ospiti della 48esima edizione.
Un incontro che ha riunito la città ospite italiana, Campobasso, insieme alle delegazioni di Bra e Tramonti di Sopra e alle rappresentanze internazionali provenienti da Audun-le-Tiche in Francia, Schwandorf e Marl in Germania, Alhaurín el Grande in Spagna, Krosno in Polonia, Kuşadası in Turchia e Hchachna e Sejnene in Tunisia.
Foto Franco Chiucchi
Tra i presenti anche agli studenti di Schwandorf, protagonisti in questi giorni dello scambio con l’Istituto “Raffaele Casimiri” e coinvolti direttamente nel corteo storico.
Nel pomeriggio la scena si è spostata sulle prove di tiro con l’arco e fionda e sulla sfida interna della Compagnia Balestrieri Waldum, vinta da Andrea Gattucci che ha avuto in consegna il Palio dipinto da Federico Guidi e che oggi pomeriggio lo consegnerà al priore della Porta vincitrice.
Poi dalle 21 il centro è diventato il palcoscenico dell’imponente e unico corteo storico, che ha attraversato le vie davanti a un pubblico numerosissimo, con più di 1.200 figuranti in costume del XV secolo, scenografie, allegorie e rappresentazioni costruite dalle quattro Porte.
Ogni anno lo stesso rito, ma mai lo stesso spettacolo. Cambiano i temi, cambiano i quadri, cambiano i dettagli e cambia il modo di raccontare il passato.
La serata si è conclusa con il lancio della sfida dei quattro Priori: Marco Pannacci, Gianluca Anzuini, Luca Fiorucci e Alessandro Cesaretti. Parole, provocazioni e orgoglio di Porta hanno chiuso la seconda giornata e aperto idealmente quella decisiva.
Oggi il centro di tutto sarà il somaro, animale simbolo dei Giochi, accudito per mesi nelle stalle delle Porte e chiamato ora a diventare il protagonista assoluto insieme ad aurighi, frenatori, arcieri e fiondatori.
Il programma si apre alle 9.30 con la pesa dei carretti e il sorteggio dell’ordine delle prove. Alle 10.30 in piazza Martiri sarà proclamata la Porta vincitrice del miglior corteo storico. Gualdo News trasmetterà l’appuntamento in diretta sulla propria pagina Facebook.
Alle 11.30 nella basilica cattedrale di San Benedetto la Messa solenne in onore di San Michele Arcangelo, compatrono della città in onore del quale si disputa il Palio.
Nel pomeriggio l’Arengo Maggiore diventerà il fulcro della sfida. San Benedetto, San Martino, San Facondino e San Donato torneranno a contendersi l’antico pallium decurrendum, disputato “at honore de Sancto Michele Arcangelo”, patrono della città murata.
La prima prova sarà quella dei somari a carretto, una delle immagini più riconoscibili dei Giochi. Ogni equipaggio, composto da somaro, auriga e frenatore, percorrerà a cronometro l’anello del centro storico. È una gara in cui contano velocità, intesa e capacità di affrontare curve e cambi di ritmo.

Il secondo gioco sarà il tiro con la fionda. Il bersaglio è un piatto in ceramica raffigurante il cuore della Bastola, seguito dal tiro con l’arco, con gli arcieri chiamati a colpire un tabellone a cerchi concentrici.

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Ma, come spesso accade, sarà la quarta prova a concentrare il massimo della tensione perché è quasi sempre decisiva: la corsa a pelo.
È il momento in cui ogni calcolo può saltare. I fantini cavalcano senza sella, la piazza urla, i sorpassi cambiano tutto in pochi metri e una caduta può rovesciare un’intera giornata. È la gara più istintiva, più rumorosa, più imprevedibile, quella in cui il Palio sembra stare a un passo e, un attimo dopo, può essere fuggito altrove.

La Porta vincitrice conquisterà il Palio di San Michele Arcangelo, quest’anno dipinto da Federico Guida e alla Porta trionfatrice spetterà di bruciare l’effige della Bastola, la figura leggendaria che la tradizione lega all’incendio della città del 1237.
Sarà allora, all’imbrunire del vespro settembrino, che i Giochi troveranno il loro epilogo, tra il crepitio delle fiamme, il suono dei tamburi, i cori, i portaioli con il volto annerito dalla fuliggine, la piazza piena e il Palio alzato sopra la folla.

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