Saxa Gualdo, 83 lavoratori senza cassa integrazione da luglio: un codice li sta portando allo stremo

83 lavoratori della Saxa di Gualdo Tadino non ricevono la cassa integrazione dal mese di luglio. Sono persone che vivono con gli ammortizzatori sociali dal 2022, mediamente con circa 800 euro al mese, e che dopo quattro anni di crisi hanno ormai consumato risparmi, margini economici e possibilità di arrangiarsi.

Oggi il loro reddito è bloccato da una procedura amministrativa. Intanto, però, ci sono le spese quotidiane da sostenere e un caro vita da affrontare.

La dimensione reale della vertenza è emersa nell’assemblea che si è tenuta questa mattina nella sala consiliare del municipio di Gualdo Tadino, alla presenza del sindaco Massimiliano Presciutti e dei rappresentanti sindacali Daiana Sportellini della Filctem Cgil e Simone Sassone della Femca Cisl.

Quasi tutti gli 83 dipendenti hanno più di 50 anni, alcuni hanno superato i 60. Alle loro spalle ci sono decenni trascorsi nello stabilimento ceramico dell’allora Tagina e davanti una prospettiva occupazionale estremamente difficile, in un territorio nel quale trovare un nuovo lavoro a quell’età è quasi una illusione.

Questa situazione era già stata denunciata all’inizio di ottobre da Filctem Cgil e Femca Cisl, che avevano definito il mancato pagamento della cassa integrazione una vera emergenza sociale e chiesto di accelerare immediatamente i passaggi autorizzativi. Da allora però il problema non è stato risolto.

Il paradosso è che non manca, almeno sulla carta, lo strumento di sostegno al reddito. A bloccare i pagamenti sarebbe un codice utilizzato per la cassa integrazione legata all’area ZES, che non può più essere applicato con le stesse modalità dopo la messa in liquidazione dell’azienda. Per correggere quel codice sono necessari nuovi passaggi amministrativi, decreti e firme ministeriali.

È qui che la parola burocrazia rischia di diventare un alibi. La si usa spesso come se si indicasse un’entità impersonale, quasi impossibile da contrastare. Ma dietro una procedura informatica, un decreto ancora da firmare o un codice da modificare ci sono sempre persone, uffici e responsabili chiamati a compiere quegli atti. E mentre quei passaggi restano fermi, 83 famiglie da luglio sono senza reddito.

Saxa Gualdo è entrata nella liquidazione giudiziale del gruppo disposta dal Tribunale di Roma alla fine di luglio, dopo una crisi industriale durata anni. La vicenda aveva già attraversato lunghi periodi di fermo produttivo, ammortizzatori sociali e tentativi di rilancio rimasti incompiuti. A settembre, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, era stato fatto il punto sulle perizie degli asset, sui futuri bandi di vendita e proprio sul rinnovo degli ammortizzatori sociali.

Ora, mentre si attende di capire se per lo stabilimento gualdese potrà mai emergere un nuovo progetto industriale, il problema più urgente è molto più elementare: garantire alle persone un reddito con cui sopravvivere.

Durante l’assemblea sono emerse situazioni familiari ormai al limite. Dopo anni trascorsi con una cassa integrazione già ridotta rispetto allo stipendio ordinario, anche i risparmi sono finiti. Chi aveva qualcosa da parte l’ha utilizzato. Chi poteva contare sulla famiglia lo sta facendo. Altri si rivolgono agli strumenti di assistenza.

Il Comune, attraverso il sindaco Presciutti, ha annunciato la disponibilità a intervenire sul versante di propria competenza, prevedendo una dilazione dei tributi locali, a partire da Tari e Imu. È un alleggerimento che può aiutare, ma chiaramente non può sostituire l’indennità che i lavoratori attendono.

Parallelamente resta aperta la partita per il futuro della fabbrica. Le procedure per la vendita degli asset dovranno chiarire se esistano soggetti interessati a rilevare lo stabilimento e con quale progetto. Ma per gli 83 dipendenti il futuro industriale, oggi, convive con un’urgenza che non consente tempi lunghi.

Da luglio attendono il denaro che dovrebbe consentire loro semplicemente di affrontare, sebbene con difficoltà, la vita quotidiana. Ogni nuovo rinvio amministrativo significa altre settimane senza entrate per persone che convivono con questa crisi da anni e anni.

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Redazione Gualdo News
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