Si chiama “Fili di Terra” il progetto della cooperativa sociale Asad finanziato da Fondazione Perugia nell’ambito del programma “Coltivazioni Sociali” e destinato ai territori di Gualdo Tadino, Gubbio e Nocera Umbra.
L’obiettivo è utilizzare l’agricoltura sociale come strumento di inclusione, formazione e avvicinamento al lavoro per persone che vivono condizioni di fragilità o maggiore rischio di isolamento.
Fondazione Perugia ha stanziato complessivamente 150mila euro per cinque progetti umbri, selezionati attraverso il bando “Coltivazioni Sociali”, iniziativa inserita nel programma nazionale promosso da Filiera Futura in collaborazione con Fondazione Campagna Amica. I progetti sono stati presentati nella Sala delle Colonne di Fondazione Perugia.
“Fili di Terra” punta a costruire percorsi di crescita personale e professionale attraverso attività legate alla terra e alla produzione agricola. Il programma prevede orientamento, bilancio delle competenze, laboratori sulle soft skills, viticoltura sociale e coltivazione di erbe officinali, insieme ad attività di fattoria didattica.
Per la parte agricola sono coinvolte l’azienda Castel d’Alfiolo e l’azienda agricola Graziano Sampaolo, mentre con la Caritas di Gualdo Tadino saranno sviluppate attività di cucina e “merende sociali”.
Nel progetto rientrano anche iniziative di sensibilizzazione e diffusione delle buone pratiche, realizzate con la collaborazione dell’associazione Terracomunica, con l’obiettivo di dare visibilità al valore sociale delle attività e ai risultati raggiunti.
Il percorso prevede inoltre l’attivazione di almeno tre tirocini o borse lavoro e la certificazione delle competenze maturate dai partecipanti. Al termine sarà costruito un protocollo d’intesa per dare continuità alla rete territoriale avviata tra terzo settore, imprese agricole, enti locali e realtà sociali.
Alla presentazione era presente, in rappresentanza del gruppo progettuale costituito nei territori di Gubbio, Gualdo Tadino e Nocera Umbra, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Gubbio Micaela Parlagreco.
Il progetto nasce in una fascia territoriale nella quale la dispersione geografica e le difficoltà occupazionali possono rendere più complessi i percorsi di autonomia delle persone fragili. Da qui l’idea di utilizzare l’agricoltura come contesto nel quale acquisire competenze, svolgere attività pratiche e costruire relazioni utili anche in vista di un possibile inserimento lavorativo.















