Vivaio San Lazzaro: “Rischiamo di chiudere per la burocrazia”

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“Distrutti 16 anni di lavoro, persi 350 mila euro di investimenti e a rischio 20 posti di lavoro di cui 8 svantaggiati”. Questo il grido di allarme in difesa del Vivaio San Lazzaro di Gualdo Tadino, al quale nei giorni scorsi è pervenuta una richiesta di sgombero entro 6 mesi da parte della Regione Umbria. Questo accade dopo che l’Agenzia Forestale Regionale aveva prorogato il contratto fino al 2023.

Nel pomeriggio di giovedì 31 ottobre si è tenuta un’assemblea alla quale hanno partecipato i lavoratori del vivaio, i soci della cooperativa sociale Sopra il Muro, insieme a Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino e Andrea Bernardoni, responsabile Legacoopsociali Umbria.

“Abbiamo organizzato questa assemblea pubblica – ha spiega Giampaolo Tomassoli presidente della cooperativa sociale Sopra il Muroper difendere il Vivaio San Lazzaro ed i lavoratori nel vivaio lavorano. Siamo al paradosso. Quando abbiamo preso in affitto il vivaio i locali ed i terreni erano abbandonati. In questi anni abbiamo realizzato importanti investimenti sulla struttura che è divenuta un luogo produttivo, frequentato da centinaia di clienti e dove riusciamo a realizzare numerosi inserimenti lavorativi di persone svantaggiate”.

L’esperienza del Vivaio San Lazzaro è un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e di innovazione sociale in cui un bene pubblico è stato valorizzato e trasformato in un bene produttivo per tutta la comunità con un investimento nel vivaio di 350 mila euro.

“Il Vivaio San Lazzaro – ha detto Andrea Bernardoni responsabile cooperative e imprese sociali di Legacoop – è un modello da replicare capace di produrre impatti economici e sociali positivi. Basti pensare che il solo recupero del vivaio realizzato dalla cooperativa Sopra il Muro ha generato per le casse pubbliche entrate per 650 mila euro tra affitti, imposte e tasse pagate e che nelle attività del vivaio sono occupate 20 persone di cui 8 svantaggiate”.

Questa positiva esperienza rischia però di scomparire perché la Regione Umbria pochi giorni prima delle elezioni regionali, lo scorso 18 ottobre, ha formalmente richiesto alla cooperativa di sgomberare il vivaio entro 6 mesi, nonostante la proroga del contratto da parte dell’Agenzia Forestale Regionale sino 2023 avvenuta il 26 giugno 2019.

Contestiamo fermamente la richiesta di sgombero della Regione Umbria – ha aggiunto Tomassoli – ci muoveremo in ogni sede per tutelare gli interessi dei soci e dei lavoratori della cooperativa”.

“Sono stato chiamato una settimana fa dalla dirigente – ha detto il sindaco Presciutti” – E’ in atto una variazione di destinazione d’uso relativa al vivaio che era in dirittura d’arrivo, ma dopo questa novità l’iter è stato bloccato. Mi auguro che con un po’ di buon senso questa problematica possa risolversi agevolmente. Parte da oggi una richiesta urgentissima di incontro con la Regione, anche con il piano politico, magari da tenersi qui per far vedere di cosa si sta parlando in concreto, al fine di far continuare a vivere questa attività il cui prosieguo era stato concordato nei mesi scorsi sia con la parte politica che con i dirigenti, prima che questi ultimi venissero cambiati.”

I lavoratori del Vivaio San Lazzaro ed i soci della cooperativa Sopra il Muro si sono detti “pronti a mettere in campo tutte le azioni possibili in difesa del vivaio interessando della vicenda anche la prossima Giunta Regionale”.