Il ricavato di un libro, nato per custodire la memoria e l’eredità culturale di Fra Mauro, diventa oggi un aiuto concreto per una delle aree più fragili del pianeta.
Il Comitato “Gualdo per Butembo” ha infatti destinato i 2.300 euro ricevuti alla costruzione di un’infermeria–centro sanitario nella città di Butembo, nel nord della Repubblica Democratica del Congo, dove il progetto sta avanzando nonostante le difficoltà legate all’insicurezza del territorio.
La somma è frutto delle offerte raccolte attraverso l’acquisto del volume “Tarsis – 3000 anni di storia da Colle i Mori a Col Sant’Angelo”, che raccoglie scritti del frate cappuccino, archeologo e promotore dello sport tra i giovani gualdesi, scomparso nel 2018. Il libro è stato curato e stampato grazie all’impegno e al sostegno economico degli amici e dei familiari del religioso.
Proprio per questo motivo il Comitato ha voluto inviare una lettera di ringraziamento a Renata Marinelli, Mauro Guidubaldi, Mario Franceschini, Giuliana Mariani, Stefano Luzi, Simonetta Minelli, Angelo Provvedi e a Marcello, Anna Pia e Miriam Di Virgilio, sottolineando come il loro contributo abbia già prodotto un risultato tangibile.
Nel messaggio di ringraziamento il Comitato ricorda anche la figura di Fra Mauro, capace di “tessere rapporti e far maturare nei giovani passioni per l’atletica e la ricerca archeologica”, lasciando un segno indelebile nella città in cui ha vissuto per molti anni.
A lui sono stati intitolati a Gualdo Tadino la sala conferenze del centro culturale di Casa Cajani e il nuovo impianto indoor di atletica leggera.
“Gualdo per Butembo” è un’iniziativa nata attorno ad alcuni amici di don Dieu Donné Kasereka Taghunza, sacerdote originario proprio di Butembo e oggi impegnato pastoralmente a Gualdo Tadino.
È stato proprio il racconto diretto della situazione del suo Paese, segnata negli ultimi anni da guerra e guerriglia, con numerose vittime civili, tra cui la cugina suor Silvie, medico, uccisa insieme ad altre persone, a far scattare il desiderio di dare un aiuto concreto.

Accanto alle donazioni, il progetto è stato sostenuto da numerose iniziative di solidarietà: spettacoli, partite di calcio, vendita delle “arance della carità” e, appunto, la destinazione dei proventi del libro dedicato a Fra Mauro.


















