E’ stato presentato dalla Provincia di Perugia, insieme a Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia, Confindustria Umbria, ANCI Umbria e PuntoZero, PerugIA Next, il nuovo ecosistema territoriale digitale.
Partito martedì 19 maggio con la firma del protocollo d’intesa tra i soggetti coinvolti, il percorso intende mettere al centro sicurezza digitale, protezione dei dati e costruzione di un rapporto di fiducia tra innovazione, istituzioni e comunità.
PerugIA Next può contare su un finanziamento PNRR (intercettato dalla Provincia di Perugia) del valore di quasi un milione di euro, messo a disposizione da P.A Digitale 2026.
Coinvolge la Provincia di Perugia guidata dal presidente Massimiliano Presciutti, la Regione Umbria con la presidente Stefania Proietti, l’Università degli Studi di Perugia con il Rettore Massimiliano Marianelli, Confindustria Umbria con il presidente Giammarco Urbani, ANCI Umbria con il presidente Federico Gori e PuntoZero S.c.a r.l. con l’amministratore unico Leonardo Esposito, con l’obiettivo di creare una rete stabile di confronto, sperimentazione e sviluppo sui temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione territoriale.
PerugIA Next nasce inoltre con l’obiettivo di promuovere un approccio consapevole e collaborativo all’intelligenza artificiale, “evitando sia entusiasmi acritici sia chiusure ideologiche“, è stato sottolineato.
Il progetto punta infatti a costruire uno spazio di confronto tra istituzioni, imprese, università e cittadini, capace di valorizzare le opportunità offerte dall’innovazione, affrontandone al tempo stesso rischi, limiti e implicazioni sociali, etiche e territoriali.
LA PRESENTAZIONE IN PROVINCIA – La presentazione nella Sala del Consiglio provinciale ha rappresentato l’avvio del progetto e il primo momento di incontro tra i diversi attori coinvolti.
Tra i temi che saranno affrontati nei prossimi mesi: intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, interoperabilità dei dati, servizi sociali data-oriented, cybersecurity e infrastrutture critiche, sovranità digitale europea, industrie creative e IA, valorizzazione del patrimonio culturale attraverso tecnologie digitali.
Il progetto dialogherà inoltre con il percorso già avviato di Orizzonti Digitali, il forum promosso da Confindustria Umbria dedicato ai temi dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, previsto a Perugia dal 21 al 23 ottobre 2026 con il tema “L’era della co-intelligenza”.

“La sfida che abbiamo davanti non è soltanto tecnologica ma culturale e territoriale – ha detto Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia – Con PerugIA Next vogliamo costruire un modello di innovazione che tenga insieme pubblica amministrazione, imprese, università e cittadini, mettendo dati e intelligenza artificiale al servizio delle persone e della qualità della vita nei territori. L’obiettivo è fare della Provincia di Perugia un luogo capace di sperimentare nuove forme di collaborazione e innovazione pubblica, mantenendo sempre al centro fiducia, prossimità e valore sociale”.
“Questo protocollo – ha dichiarato in apertura la dirigente provinciale del Servizio pianificazione territoriale ambiente sistemi informativi e comunicazione Barbara Rossi – è finalizzato a generare un piano strategico condiviso che possa promuovere e favorire il processo di trasformazione digitale, di innovazione tecnologica, di applicazione dell’IA nella nostra regione. Inizia oggi un percorso dall’obiettivo ambizioso che procederà attraverso step successivi a partire dalla costituzione di un comitato tecnico scientifico per portare avanti gli interessi delle parti e le loro idee su come applicare concretamente i principi di sviluppo della trasformazione digitale”.
Di progetto fortemente ambizioso ha parlato anche il direttore generale dell’Ente Francesco Grilli, “in quanto si prefigge lo scopo di governare e non subire la trasformazione digitale. Un progetto – ha aggiunto – finalizzato a costruire la fiducia nella pubblica amministrazione e aumentare l’efficienza dei nostri servizi. Innovare significa migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
“Abbiamo pensato di agire a livello di sistema territoriale – ha spiegato l’animatore del progetto Nicola Mariuccini dlla Provincia di Perugia – per fare in modo che l’Umbria possa collocarsi tra le regioni più innovative d’Italia. Ma per fare questo era necessario stare insieme. E’ fondamentale – ha aggiunto – mettere insieme i dati in una logica di fiducia reciproca”.
Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori ha ricordato come l’Ente punti a fare dell’Umbria “la regione più digitale d’Italia”. “E ci sono tutte le possibilità per raggiungere questo obiettivo – ha spiegato – Dipende da noi e dalla capacità di agire su tre fronti: accessibilità dei servizi e delle infrastrutture e alfabetizzazione digitale. In Italia i grandi cambiamenti sono partiti proprio dalla provincia. Possiamo davvero essere un laboratorio per il resto del paese”.
“Da subito – ha dichiarato l’amministratore unico di Punto Zero Leonardo Esposito – ci siamo sentiti coinvolti in questo progetto che si fa promotore di governare un fenomeno, senza vederlo come una cosa da cui difendersi. C’è una fame di servizi da parte del cittadino e su questo dobbiamo lavorare. Questa è una grandissima opportunità e una sfida che abbracciamo in pieno”.
“Il vero valore di questi tempi sono i dati – sono state le parole del rettore Massimiliano Marianelli – che tuttavia non possono essere ridotti a merce di scambio. Il dato è il valore dei valori che ci viene consegnato per essere trasferito alle generazioni successive. L’Università è interpellata direttamente da questo progetto: metterà a disposizione le sue competenze e i suoi saperi”.
Anche Anci, per bocca del suo direttore Silvio Ranieri si è detta pronta a raccogliere la sfida, “con la consapevolezza – ha detto – che lavoriamo su un sistema territoriale molto fertile. Anci ha già iniziato ad occuparsi di questo tema. Il 50% dei dipendenti pubblici umbri già utilizza l’intelligenza artificiale, ma la vera sfida è accompagnare e formare adeguatamente il personale di tutti i nostri enti”.
A chiudere gli interventi è stato Giammarco Urbani, presidente di Confindustria Umbria. “L’Umbria è una regione di dimensioni contenute – ha sostenuto – ma proprio questa caratteristica può diventare un punto di forza, perché favorisce il dialogo. Su questi temi siamo già impegnati con una iniziativa, Orizzonti Digitali, che conferma quanto la trasformazione digitale possa diventare una leva strategica. L’obiettivo a cui dobbiamo guardare è la costruzione di un Polo di innovazione sull’intelligenza artificiale, in grado di collegare competenze, imprese e istituzioni e di creare nuove basi di sviluppo per l’Umbria”.

La direzione scientifica dei momenti di confronto sarà curata da Luca De Biase, giornalista, divulgatore e tra le principali voci italiane sui temi dell’innovazione, della trasformazione digitale e del rapporto tra tecnologia e società. Il percorso di PerugIA Next sarà sviluppato con un approccio collaborativo e interdisciplinare, orientato non soltanto alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ma anche alla costruzione di consapevolezza sui suoi impatti sociali, culturali ed etici, mettendo al centro territori, persone e qualità dei servizi.
“C’è un’innovazione possibile – afferma De Biase – anche nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Per non subire schemi precostituiti altrove. Per costruire vera efficienza e qualità del servizio. Per alimentare la cultura del progetto. Non per sostituire cose già fatte ma per fare cose che prima non si potevano fare. Ma per questo occorre una consapevolezza diffusa nell’ecosistema territoriale, col coraggio di studiare soluzioni originali e coltivare il valore dei dati locali senza disperderlo in modelli che più che generativi sono generici. Il territorio di Perugia esplora le sue possibilità. E comincia un pezzo nuovo della sua storia”.
Il coordinamento dell’iniziativa è affidato alla Provincia di Perugia.
Nei prossimi mesi PerugIA Next avvierà attività di ascolto e interviste narrative, curate da Marisandra Lizzi, con i diversi attori coinvolti, finalizzate alla costruzione di una narrativa condivisa e di contenuti editoriali dedicati all’innovazione pubblica e territoriale.















