La prima notte è scivolata via dentro un centro storico pieno, partecipe, entusiasta. Ora i Giochi de le Porte entrano nel loro giorno più teatrale, quello in cui mesi di lavoro escono dalle sartorie, dai laboratori e dalle sedi delle quattro Porte per prendere forma nelle strade.
Questa sera, a partire dalle 21:30, Gualdo Tadino vivrà il grande corteo storico con costumi del XV secolo.
Ieri l’apertura ha restituito subito l’immagine di una città che aspettava soltanto di ritrovarsi.
In piazza il corteo dei Tavernieri e lo scambio dei doni hanno dato il primo segnale ufficiale, prima della lettura del bando di apertura dei Giochi e del momento in cui il sindaco Massimiliano Presciutti ha consegnato le chiavi della città al Gonfaloniere Alessandro Cesaretti.
Foto Giochi de le Porte
Le quattro taverne hanno quindi riaperto i portoni e la piazza è diventata il punto d’incontro di portaioli, famiglie e visitatori.
La sera ha poi lasciato spazio all’esibizione dei Tamburini dell’Ente Giochi e delle quattro Porte, poi a quella degli Sbandieratori e Musici Città di Gualdo Tadino. Tamburi, chiarine e bandiere hanno accompagnato una prima giornata vissuta con quella partecipazione che ogni settembre trasforma il centro storico.
Questa mattina la Festa mostra invece il suo volto più internazionale.
Alla Rocca Flea, Comune ed Ente Giochi riceveranno le delegazioni ospiti arrivate per assistere al fine settimana gualdese. Tra queste vi sono quelle legate alle città amiche e gemellate, con rappresentanti provenienti da Bra, Audun-le-Tiche (Francia), Krosno (Polonia), Schwandorf e Marl (Germania), Alhaurín el Grande (Spagna) Kuşadası (Turchia), Hchachna e Sejnene (Tunisia) oltre alla delegazione di Campobasso, città ospite dell’edizione 2026.
È uno degli aspetti che evidenzia la capacità della manifestazione di diventare anche occasione di incontro tra comunità diverse, offrendo l’opportunità di costruire relazioni che proseguono poi ben oltre i tre giorni della Festa.
Nel pomeriggio, dalle 14, sono previste le prove di tiro di fiondatori e arcieri. Alle 18 toccherà ai balestrieri della Compagnia Waldum, con la gara interna che assegnerà al vincitore l’onore di scortare il Palio fino al giorno dei Giochi.

Poi, con l’arrivo della sera, il lavoro di un anno diventerà visibile. Circa milleduecento figuranti, costumi preparati nelle sartorie delle Porte, carri, scenografie, musiche, gesti studiati e ripetuti per mesi, attraverseranno il centro storico prima dell’ingresso nell’Arengo Maggiore.
Porta San Benedetto presenterà “In Schola Francisci – Lettura della vita prima e seconda di Tommaso da Celano”.
Seguirà Porta San Martino, vincitrice del corteo storico dello scorso anno, con “Epistola Presbiteri Iohannis: il leggendario re che i popoli d’Europa sognarono per secoli”.
Sarà quindi la volta di Porta San Facondino, che porterà in scena “Vitis vitae: santi, bevitori e altre storie di vendemmia”.
A chiudere sarà Porta San Donato, con il tema “Il mito di Efesto”.
I quattro cortei partiranno dalla zona dei giardini pubblici di viale Giorgio Mancini e attraverseranno Porta Romana e via Franco Storelli, entrando quindi in piazza Martiri prima di proseguire lungo Corso Italia, Corso Piave e piazza Mazzini. Da qui scenderanno per via Bersaglieri per poi risalire verso l’Arengo Maggiore attraverso via Roberto Calai.
Il corteo di quest’anno avrà la novità della messa in scena, da parte delle Porte, dei momenti salienti anche durante il tragitto e non soltanto nell’Arengo maggiore, con i tre giudici collocati in tre punti diversi del percorso. Il costumista all’incrocio tra via Roberto Calai e viale don Bosco, lo storico alla curva del parcheggio di piazza Mazzini, lo scenografo in piazza Martiri.
La sfilata culminerà quindi in piazza Martiri, prima della lettura dei bandi di sfida dei Priori, ultimo atto della notte.
Il verdetto sul corteo arriverà domani mattina alle 10:30, subito dopo la pesa dei carretti e il sorteggio dell’ordine di partenza e di tiro delle gare del pomeriggio, quando in piazza sarà proclamata la Porta vincitrice e riceverà l’ambita mattonella.
Un premio che, per chi lavora alla ricostruzione storica, vale mesi di ricerca, prove, ago e filo, legno, colore e notti trascorse a sistemare dettagli che spesso durano soltanto pochi minuti davanti al pubblico.
Il tutto questa sera sarà visibile al pubblico, quando il corteo storico, unico nel suo genere tra tutte le rievocazioni medievali, saprà stupire una volta di più.





















