Il gruppo consiliare Rifare Gualdo accoglie “con attenzione e spirito costruttivo” l’avvio dei lavori della commissione tecnica per il progetto di riqualificazione dell’area Rocchetta e della Valle del Fonno.
“Un passaggio importante – dichiarano le consigliere Simona Vitali, Cinzia Natalini e Chiara Casciani – che può finalmente aprire una nuova fase, fondata sul dialogo e sulla responsabilità. Abbiamo sempre sostenuto che la Comunanza Agraria Appennino Gualdese fosse legittimamente ricostituita. Oggi lo conferma anche l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto definitivamente il ricorso del Comune, sancendo un principio tanto semplice quanto fondamentale: i beni collettivi appartengono alla comunità.”
In seguito a questa sentenza, Rifare Gualdo auspica una nuova stagione di dialogo, che veda coinvolti in modo paritario tutti i soggetti interessati.
“La bonifica e il rilancio della Valle del Fonno – proseguono le consigliere – non si realizzeranno con forzature politiche né con vecchie contrapposizioni. Servirà invece un accordo trasparente e bipartisan tra i legittimi proprietari e gestori del territorio, ossia la Comunanza, e l’azienda Rocchetta, che si limiterà a finanziare l’opera di risanamento. In tutto questo, il Comune dovrà esercitare il proprio ruolo di facilitatore e garante istituzionale del percorso.”
Rifare Gualdo si rivolge quindi anche all’amministrazione comunale, rilevando che “in passato ha spesso assunto posizioni ostili nei confronti della Comunanza, in coerenza con precisi riferimenti politici anche a livello regionale. Se oggi finalmente si parla di collaborazione, è anche perché la luce della legalità ha rischiarato un percorso che fino a poco tempo fa sembrava preso da un copione tragicomico – sottolineano le consigliere – C’è stato infatti chi, nel pieno di una crisi istituzionale, si è spinto a invocare un referendum popolare per “decidere” se la Comunanza fosse gradita oppure no e in base all’esito estrometterla da negoziati su terre sue, una cosa a cui si fa fatica a credere anche oggi. Altri, nello specifico il Sindaco Presciutti, con ancora più fantasia, hanno ipotizzato una fusione forzata di beni tra Comunanza e Comune, affidandone la gestione a un “commissario ad acta”, come fosse un affare condominiale.”
“Oggi quelle trovate possono finalmente essere derubricate alla voce ‘folklore politico‘. La realtà, per fortuna, ha una sua testardaggine: la proprietà collettiva esiste, è tutelata dalla legge, e non si abolisce per decreto né con una raccolta firme“, affermano Vitali, Natalini e Casciani.
“È tempo che anche il Comune si adegui a questo dato di fatto, come sta facendo da quanto abbiamo percepito anche in commissione, e assuma il ruolo di garante super partes che finora non ha voluto esercitare – conclude Rifare Gualdo – Il futuro della Valle del Fonno può e deve nascere da un patto tra istituzioni, cittadini e impresa, non da scorciatoie, diktat o acrobazie giuridiche.“
















